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La Fiaba dell’Anima nel cuore di Torino

di Stefano Di Rienzo

amore_psiche_canovaAttualmente presso la sede di Palazzo Barolo a Torino si sta svolgendo una mostra dal titolo “Amore e Psiche, la Favola dell’Anima” (dal 27 Marzo 2013 al 16 Giugno 2013), organizzata dalla Fondazione DNArt di Milano.
Un percorso affascinante e inedito che accosta opere d’arte classiche e contemporanee in un viaggio alla scoperta degli aspetti simbolici e archetipici della favola di Amore e Psiche. Il mito antichissimo fu ripreso nel II sec. d.C. da Apuleio nelle sue Metamorfosi: Psiche, mortale dalla bellezza eguale a Venere, diventa sposa di Amore senza mai poterne vedere il viso. Una notte, istigata dalle invidiose sorelle riesce a scoprirne il volto, ma viene immediatamente abbandonata dal Dio. Psiche dovrà quindi affrontare una serie di prove al termine delle quali otterrà l’immortalità e potrà ricongiungersi al suo sposo.
L’esposizione si basa sull’interpretazione del mito in chiave platonica che venne data nell’Umanesimo: l’errore di Psiche, che consiste nel ritenere il divino come una realtà tangibile e verificabile con i sensi, mentre è solo il cuore che può percepire pienamente la presenza.
“La vita attuale, ha dichiarato la curatrice della mostra Elena Fontanella, nega spesso all’uomo gli spazi del sacro. Caoticamente travolti dall’esistenza siamo impreparati ad affrontare le immense traversate interiori fatte di vuoti e silenzi che la vita ci mette davanti. Grazie all’aiuto di una delle favole più belle sull’amore, sulla morte e sulla vita, vogliamo accompagnare il visitatore in questi sentieri dell’anima sfruttando le immagini artistiche che per millenni si sono ispirate a questa storia.”
Le sezioni della mostra seguono le diverse fasi del racconto di Apuleio, dalla passione alla serenità raggiunta attraverso la speranza e raccolgono reperti storici di ogni epoca: dai reperti archeologici del IV-V sec. a. C., come alcune pinaches (quadretti votivi in terracotta, legno dipinto, marmo o bronzo tipici dell’antica Grecia), provenienti dagli scavi del Tempio di Locri e mai esposte finora, alle iconografie di Psiche dei marmi di età ellenista e romana, ai marmi di età ellenistica e imperiale, dai dipinti rinascimentali ai gessi di Canova, da Tiepolo “Bacco e Cerere” a Tintoretto “Origine d’Amore”, all’arte povera di Mauri e Luisa Raffaelli (River Run), Gilardi “Tappetto natura Eucalyptus e Fichi” e l’olio su carta di Kunellis per finire con un’inedita istallazione di Fabrizio Plessi “L’anima del Vento”.
Ciascuna sezione della mostra sarà infatti anticipata da un’opera d’arte contemporanea legata al sentimento proprio delle varie fasi del racconto, in un vero percorso di ascesa metafisica.
Il Progetto ideato dalla Fondazione DNArt, nasce in collaborazione con l’Opera Barolo e ha il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Torino e della città di Torino.

 

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