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Leone X celebrato a Firenze

di Stefano Di Rienzo

raffaello_leone_xAttualmente presso la prestigiosa sede del Museo delle Cappelle Medicee a Firenze si sta svolgendo una mostra dal titolo “Nello Splendore Mediceo” (dal 25 Marzo 2013 al 6 Ottobre 2013), che celebra la figura di Leone X ( primo papa di casa Medici) a cinquecento anni dall’elezione al soglio pontificio dal 1513 al 1531.
Il percorso espositivo inizia con la prima sezione che racconta la vita del secondogenito di Lorenzo il Magnifico, Giovanni, nato a Firenze nel 1475, eletto Papa il 9 Marzo 1513 con il nome di Leone X e tornato brevemente in patria nel 1515. Fin dalla nascita a contatto col colto entourage umanistico sostenuto dal padre, Giovanni De Medici venne educato dai più importanti letterati e fu in rapporto con i maggiori artisti del tempo fra i quali il giovane Michelangelo. Giovanni subì le drammatiche sorti della sua famiglia che nel 1494 fu cacciata da Firenze perchè si erano arresi senza combattere ai francesi di Carlo VIII. I medici furono sostituiti da una repubblica popolare guidata da Savonarola. Vi fecero ritorno solo nel 1512 quando il cardinale Giovanni in qualità di legato pontificio risiedeva a Roma e riuscì ad ottenere la fiducia di Papa Giulio II della Rovere e il suo appoggio per riportare i Medici al potere a Firenze. Questa parte del percorso viene illustrata dalle opere di Botticelli, Andrea Sansovino, Granacci, Ghirlandaio e Perugino.
Nella seconda sezione della mostra questi avvenimenti saranno ripercorsi tramite la produzione artistica fiorentina , e si intersecheranno con le vicende dl giovane cardinale di cui saranno evidenziati quegli interessi e passioni che sbocciarono al tempo della sua elezione al soglio pontificio con il nome di Leone X, nome da lui scelto non solo per celebrare alcuni suoi eminenti predecessori, ma anche per evocare (il marzocco) il leone che regge con la zampa destra uno scudo con il giglio di Firenze simbolo della città.
La terza sezione sarà dedicata al pontificato di Leone X e ai riflessi che ebbe nell’Urbe. Gli anni del papato leonino dal 1513 al 1521 furono celebrati come una nuova “età dell’oro” in cui la capitale della cristianità poté rivivere per opera non solo di artisti ma anche di poeti e di umanisti le istanze del mondo classico. Sono questi gli anni in cui si iniziarono o si proseguirono le grandi fabbriche di Roma: la Basilica di S. Pietro, mentre Raffaello dette seguito a straordinarie imprese pittoriche, i ritratti del Papa i suoi stemmi e simboli che saranno affiancati da alcuni dei progetti leonini per Roma. Mentre Raffaello dava la propria impronta alla Roma leonina, la presenza di un medici sul trono di Pietro richiamò nell’Urbe un gran numero di fiorentini, anche artisti che in virtù di quello straordinario clima di magnificenza e fasto speravano di ottenere dal Papa commissioni di rilievo. Tuttavia l’occasione di celebrare il pontefice fu data a questi artefici dall’ingresso di Leone X a Firenze il 30 Novembre del 1515. Il Papa entrò in città attraverso un itinerario reso suggestivo dai numerosi apparati effimeri posti in luoghi simbolo del percorso viario e che furono realizzati dai più celebrati artisti. Del seguito papale (di cui faceva parte il cugino Giuliano De Medici, futuro Papa Clemente VII), della complessa impresa decorativa, e delle opere realizzate da pittori e scultori farà parte la quinta sezione, dove saranno esposti anche alcuni preziosi manufatti eseguiti a Roma per solennizzare il pontificato di Leone X.
La complessità di tale impresa (testimoniata da preziosi documenti e da qualche oggetto giunto fino a noi) e l’opera per essa svolta da artisti fra i più celebrati, sarà evocata attraverso disegni e tavole di quei pittori fra gli altri: Baldassarre Peruzzi, Rosso Fiorentino, Ridolfo del Ghirlandaio. Al contempo numerose saranno le oreficerie, i codici miniati e i parati che raffinatissimi furono realizzati a Firenze per celebrare il pontificato leonino.
L’ultima sezione dell’esposizione illustrerà la cura profusa dai papi Medici, Leone X prima e Clemente VII poi, nella realizzazione di progetti architettonici promossi a Firenze dalla loro casata. Si ripercorrerà la storia del complesso laurenziano, a partire dall’affidamento a Michelangelo del progetto della facciata (mai realizzata) di San Lorenzo e dei lavori della Sagrestia Nuova che tra interruzioni e riprese rimase incompiuta alla partenza definitiva di Michelangelo alla volta di Roma nel 1534. Attrattiva della mostra è la presentazione dopo il restauro della straordinaria forma poliedrica scelta da Michelangelo per il coronamento della lanterna della Sacrestia Nuova.

 

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