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Usi e costumi online degli italiani

internetNonostante gli sforzi e, soprattutto, nonostante gli obiettivi stabiliti in sede comunitaria l’Italia è al quarto posto in Europa nella classifica dei Paesi che presentano il maggior numero di persone che non ha mai avuto accesso a internet, quasi un italiano su tre. La propensione all’utilizzo della Rete registra nel nostro Paese, come spiega l’Agcom nella Relazione annuale, un incremento del 7% rispetto all’anno precedente, ovvero circa 38,4 milioni di soggetti hanno la possibilità di accedere a internet da almeno un device. “Si tratta del 79,6% degli individui tra gli 11 e i 74 anni di età”, specifica l’Agcom, che prosegue: “Prevalentemente (74%) si accede a internet dal computer di casa, ma anche dal posto di lavoro (48% degli occupati) e continua a crescere la modalità di accesso in mobilità: naviga su internet da cellulare e/o smartphone il 34,8% degli individui, mentre l’accesso da tablet è appannaggio del 5,6% degli individui (dati Audiweb). I segmenti di popolazione maggiormente esposti sono i giovani (oltre il 92% degli individui di età compresa tra gli 11 e i 34 anni) e coloro che vivono nei centri più popolosi (con più di 100 mila abitanti). Il tasso di penetrazione, inoltre, supera il 90% per i laureati, dato che evidenzia una significativa correlazione tra accesso al mezzo e grado di istruzione. Si accede a internet prevalentemente per acquisire informazioni su svariati argomenti e perché il mezzo, caratterizzato da un’estrema flessibilità, permette di soddisfare nel modo migliore e in tempo reale le esigenze conoscitive specifiche degli utenti”. Entrando nel dettaglio, si scopre che
“gli utenti unici in Italia nel mese sono poco meno di 30 milioni, registrando una crescita del 7% rispetto all’anno precedente. In due anni la crescita è stata del 27%, pari a circa 6 milioni di individui in più che accedono al web. Per quanto riguarda gli utenti attivi nel giorno medio si evidenzia, nell’ultimo anno, una crescita ancora più marcata e pari al 10,2%. In questo caso, in soli due anni si è registrata una crescita pari a 3,4 milioni di persone che giornalmente si collegano al web, numeri che comunque ci collocano ancora in ritardo rispetto al resto dell’Europa.
I soggetti che non hanno mai navigato su internet sono circa 15 milioni: la principale motivazione risiede nella mancanza di competenze informatiche e, in misura più contenuta, in un disinteresse verso il mezzo”.

Su internet gli utenti guardano le trasmissioni televisive, le interviste, i video, ascoltano la musica e i programmi radiofonici, leggono i giornali e lo fanno utilizzando diversi strumenti, sia fissi (come il computer) sia mobili (come il pc portatile, il tablet o lo smartphone). Ma è sui social media che si trascorre la maggior parte del tempo online. “I social network – afferma l’Agcom – sono un fenomeno in continua espansione, che assorbe ormai la maggior parte della permanenza online dei fruitori, nazionali e internazionali, del web. Nel 2012, in Italia dei 30 milioni di utilizzatori di internet, oltre l’85% ha usato i social network abitualmente, dato questo che evidenzia un incremento del 7,8% rispetto al 2011 (fonte: IAB Italia)”. I social media sono inoltre un volano per l’evoluzione di molte aziende che tentano nuovi approcci commerciali o modelli di business. “La diffusione dei social network in generale, e di Facebook in particolare, sta caratterizzando l’evoluzione stessa del web, inducendo modifiche nei comportamenti sia sociali sia politici con ripercussioni anche sulla comunicazione commerciale e sul versante pubblicitario, che a sua volta ha risposto a questa trasformazione attraverso due modalità: investendo di più sugli stessi social network e modificando le forme di interazione con i consumatori, creando un contatto diretto e continuo tra questi e le aziende”. Per la crescita e lo sviluppo, viene ricordato nell’ottica della strategia Europa 2020, “l’Agenda Digitale rappresenta una delle iniziative faro individuate”.
L’obiettivo principale dell’Agenda “è ottenere vantaggi socioeconomici sostenibili grazie a un mercato digitale unico basato su internet veloce e superveloce e su applicazioni interoperabili, con la convinzione che una maggiore diffusione e un uso più efficace delle tecnologie digitali riuscirà a stimolare l’occupazione e migliorare il benessere dei cittadini dell’Unione europea, assicurando loro nuove possibilità di comunicazione, un accesso più agevole ai servizi pubblici, un sistema di trasporti più efficiente, un migliore servizio sanitario.
Il processo di digitalizzazione dell’economia è pertanto un fattore centrale per la crescita e la ripresa anche del nostro Paese, dove però si continua a registrare un ritardo nell’affermazione dell’economia digitale rispetto al resto del mondo e anche un progressivo calo di fatturato del settore IT (-4%) spinto verso il basso dalla crisi delle componenti tradizionali che rivestono in Italia ancora un ruolo preponderante”.

Sfoglia la Relazione annuale dell’Agcom

 

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