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Disoccupazione giovanile al 39,5%

disoccupazione_giovanileNel secondo trimestre 2013 il numero delle persone in cerca di occupazione, pari a 3 milioni 75 mila, segnala un nuovo incremento tendenziale (13,7%, pari a +370.000 unità). La crescita coinvolge entrambe le componenti di genere e si presenta diffusa sull’intero territorio nazionale, con un picco nei valori assoluti nel Mezzogiorno (+174.000 unità, a fronte di +97.000 e +99.000 unità rispettivamente nel Nord e nel Centro). In termini relativi, l’incremento è maggiore nelle regioni centrali.
Continua la crescita della disoccupazione straniera (+140.000 unità su base annua), dovuta sia agli uomini (+93.000 unità in confronto a un anno prima) sia alle donne (+47.000 unità).
In quasi sei casi ogni dieci l’aumento della disoccupazione riguarda individui con almeno 35 anni (217.000 unità in più in confronto al secondo trimestre 2012).
Nel secondo trimestre 2013 l’aumento tendenziale delle persone in cerca di lavoro interessa in circa otto casi su dieci gli ex-occupati (21,9%, pari a +303.000 unità). La crescita degli ex-occupati coinvolge entrambi i generi, riguarda in sei casi su dieci individui con almeno 35 anni, e in circa un caso su due interessa le regioni meridionali.
I disoccupati crescono anche tra gli ex-inattivi con precedenti esperienze lavorative (3,4%, pari a +21.000 unità) e tra le persone in cerca del primo impiego (6,5%, pari a 47.000 unità in più rispetto al secondo trimestre 2012).
In quasi otto casi su dieci la crescita della disoccupazione riguarda le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi. L’incidenza della disoccupazione di lunga durata (dodici mesi o più) sale dal 53,1% del secondo trimestre 2012 all’attuale 55,7%
Nel secondo trimestre 2013 il tasso di disoccupazione raggiunge il 12,0% (+1,5 punti percentuali rispetto a un anno prima). L’indicatore cresce da sette trimestri per gli uomini, portandosi all’11,5%; per le donne, in aumento da otto trimestri, sale al 12,8%.
La crescita tendenziale del tasso di disoccupazione, diffusa territorialmente, è più accentuata nelle regioni meridionali: nel Nord l’indicatore passa dal 7,3% del secondo trimestre 2012 all’attuale 8,1%, nel Centro dall’8,9% al 10,8%, nel Mezzogiorno l’indicatore raggiunge il 19,8% (era il 17,1% nel secondo trimestre 2012).
Il tasso di disoccupazione degli stranieri aumenta dal 13,6% dell’anno precedente al 17,9% del secondo trimestre 2013. L’indicatore cresce sia per le donne (dal 15,4% al 18,5%) sia soprattutto per gli uomini (dal 12,1% al 17,3%).
Il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni raggiunge il 37,3% (era il 33,9% nel secondo trimestre 2012). Nelle regioni meridionali circa la metà della forza lavoro giovanile (occupati e disoccupati) è in cerca di lavoro, con valori del tasso pari al 50,3% per i maschi tra i 15 e i 24 anni e al 51,0% per le giovani donne.
Complessivamente, nella classe tra 15 e 24 anni, il numero delle persone in cerca di occupazione raggiunge 603.000 unità (+17.000 rispetto a un anno prima), pari al 10,0% della popolazione di questa fascia di età (11,5% per i maschi e 8,4% per le femmine).
Per la classe di età 18-29 anni il tasso di disoccupazione si attesta al 27,7% (+3,5 punti nel raffronto tendenziale), con un numero di disoccupati che giunge a 1 milione 70 mila (+8,6%, pari a +85.000 unità). In questa classe di età i disoccupati rappresentano il 14,0% della corrispondente popolazione.
Dopo sette trimestri di calo, nel secondo trimestre 2013 torna ad aumentare su base annua il numero degli inattivi in età compresa tra 15 e 64 anni (1,2%, pari a 172.000 unità). La crescita, diffusa su tutto il territorio, riguarda quasi esclusivamente gli uomini (160.000 unità in confronto a un anno prima) e soprattutto i giovani di 15-34 anni.
L’aumento tendenziale degli inattivi 15-64 anni deriva dalla componente italiana maschile (131.000 unità), cui si accompagna l’ulteriore crescita di quella straniera (+82.000 unità), per entrambi i generi. Continua invece la diminuzione degli inattivi tra le donne italiane (-42.000 unità), dovuta soprattutto alle ultra 54enni residenti nel Centro-Nord.
La crescita del numero degli inattivi sintetizza andamenti differenti per tipologia: l’aumento di quanti cercano lavoro non attivamente (+98.000 unità) e di coloro che cercano un impiego ma non sono immediatamente disponibili a lavorare (+12.000 unità), si accompagna alla riduzione di quanti non hanno cercato lavoro ma sono disponibili a lavorare (-93.000 unità) e all’aumento degli inattivi più distanti dal mercato del lavoro (155.000 unità).
La crescita tendenziale di quanti non cercano e non sono disponibili a lavorare interessa soprattutto i giovani di 15-34 anni, a fronte di una nuova diminuzione degli individui tra 55 e 64 anni, presumibilmente a motivo dell’effetto delle mancate uscite dall’occupazione a seguito dell’inasprimento dei requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso alla pensione.
Riguardo ai motivi della mancata ricerca del lavoro, alla crescita dello scoraggiamento (+2,7%, pari a 44.000 unità), dell’attesa degli esiti di passate azioni di ricerca (+12,9%, pari a 70.000 unità), dei motivi di studio (+2,5%, pari a 107.000 unità), e dei motivi familiari (+11,3%, pari a 254.000 unità), si contrappone la riduzione su base annua delle persone non interessate a lavorare o ritirate dal lavoro (-4,7%, pari a -187.000 unità).
Nel secondo trimestre 2013 il tasso di inattività della popolazione tra 15 e 64 anni si attesta al 36,6%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto a un anno prima. Il risultato sintetizza la più forte crescita dell’indicatore per gli uomini (dal 25,8% al 26,6%) e il lieve incremento per le donne (dal 46,3% al 46,4%).
Nel Nord l’indicatore sale dal 29,6% del secondo trimestre 2012 all’attuale 29,9%; nel Centro dal 32,1% al 32,5%; nel Mezzogiorno aumenta dal 46,6% al 47,4%. Nelle regioni meridionali, dopo dieci trimestri di discesa, il tasso di inattività femminile torna a salire (+0,6 punti percentuali rispetto al secondo trimestre 2012), raggiungendo il 61,0%.
Il tasso di inattività della popolazione straniera tra 15 e 64 anni, pari al 29,3% (+0,5 punti percentuali in confronto al secondo trimestre 2012), è in crescita sia per gli uomini (dal 17,2% al 17,7%) sia per le donne (dal 39,1% al 39,7%).
Nel secondo trimestre 2013, il tasso di inattività dei giovani tra 15 e 24 anni è pari al 73,1% (+1,7 punti percentuali rispetto a un anno prima). L’incremento dell’indicatore coinvolge in misura maggiore gli uomini e riguarda tutte le ripartizioni geografiche. In oltre otto casi su dieci il motivo per cui i 15-24enni non partecipano al mercato del lavoro è lo studio o la formazione professionale.
Per la classe di età 18-29 anni il tasso di inattività si attesta al 49,4% (+2,3 punti nel raffronto tendenziale). Allo studio e alla formazione professionale, che riguarda il 67,3% degli inattivi 18-29enni, tra i motivi della mancata partecipazione si aggiungono lo scoraggiamento (9,3%), e per le donne i motivi familiari (15,0%).

(fonte: Istat)

 

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