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I premi al Festival di Venezia

di Fabio Francesca

veneziaLa settantesima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia verrà ricordata, oltre per aver premiato per la prima volta un documentario, sopratutto per aver riportato il Leone d’oro in Italia quindici anni dopo Così ridevano di Gianni Amelio. Così la giuria presieduta da Bernardo Bertolucci e composta da Andrea Arnold, Renato Berta, Carrie Fisher, Martina Gedeck, Jiang Wen, Pablo Larraìn, Virginie Ledoyen e Ryuichi Sakamoto ha assegnato il premio come miglior film a Sacro GRA di Gianfranco Rosi. Coraggiosi gli altri premi partendo dal Leone d’argento per la miglior regia al greco Alexandros Avanas per il conturbante Miss Violence, non l’unico premio della pellicola ellenica che vale all’attore protagonista Themis Panou la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. Ancor più coraggioso è il gran premio della giuria a Jiaoyou del maestro Tsai Ming-Liang, autore di un cinema estremo, che fa della stasi e della lentezza la sua cifra stilistica.
Per gli altri premi per le prove attoriali Elena Cotta (Via Castellana Bandiera di Emma Dante) strappa la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile alla favorita Judi Dench. Mentre il premio Marcello Mastroianni a un giovane attore va a Tye Sheridan per Joe di David Gordon Green.
Infine gli ultimi premi assegnati dalla giuria, miglior sceneggiatura e premio speciale della giuria, vanno rispettivamente il primo agli sceneggiatori di Philomena Steve Coogan e Jeff Pope e il secondo al film tedesco Die frau Des polizisten di Philip Gröning.
Nelle altre sezioni il premio Leone del futuro-opera prima è stato assegnato da una giuria presieduta dalla regista saudita Haifaa Al Mansour a White Shadow di Noaz Deshe, film sulla tragica situazione degli albini in Tanzania.
Per la sezione Orizzonti il presidente di giuria Paul Schrader ha assegnato il premio per il miglior film a Eastern boys di Robin Campillo, dramma che vira in thriller su un tema sempre scottante come l’immigrazione.
Per le giornate degli autori i premi sono andati a Kill your darlings di John Krokidan(premio internazionale), La belle vie di Jean Denizot (Label Europa) e Bethlehem di Yuval Adler (prix Fedeora). Nella settimana della critica vincono il premio del pubblico Zoran, il mio nipote scemo di Matteo Oleotto con Giovanni Battiston mentre il premio Fedeora va a Class enemy di Rok Bicek.

 

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