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Il valore aggiunto delle eco-imprese

green economySono 328 mila le aziende aziende italiane che dal 2008 hanno investito, o hanno intenzione di farlo, in tecnologie atte alla riduzione dell’impatto ambientale e al risparmio energetico. Ed proprio da queste aziende che arriverà il 38% delle assunzioni programmate nell’industria e nei servizi. La parola chiave, dunque, sarà sì innovazione, ma anche green. Basti pensare che i cosiddetti Green Job copriranno addirittura il 61,2% di tutte le assunzioni nel campo dell’attività di ricerca e sviluppo. Nel 2012 la green economy italiana ha prodotto un valore aggiunto di 100,8 miliardi di euro, ari al 10,6% dell’economia nazionale (sommerso escluso naturalmente).
Quella elencata è solo una parte dei dati del Rapporto GreenItaly 2013 stilato da Unioncamere e Fondazione Symbola. Continuando nell’analisi dei dati si può capire come chi investa in iniziative ed innovazioni green riesca ad essere più competitivo all’estero. Il 42% delle imprese manifatturiere che fanno eco-investimenti esporta i propri prodotti, contro il 25,4% di quelle che non lo fanno. Altro dato rilevante è quello secondo cui il 30,4% delle imprese del manifatturiero che investono in efficenza a basso impatto ambientale ha effettuato innovazioni di prodotto o di servizi, contro il 16,8% delle imprese non investitrici. Non solo, il 21,1% delle eco-imprese manifatturiere ha assistito ad una crescita del proprio fatturato nel 2012, mentre tra le non eco-imprese un riscontro positivo nel reddito è successo solo nel 15,2% dei casi. A tutto ciò va anche aggiunto il valore dato dalle eco-imprese al mercato del lavoro: il 42% del totale delle assunzioni under 30 programmate quest’anno dalle imprese dell’industria e dei servizi con almeno un dipendente verrà fatto proprio da quel 22% di aziende che fanno investimenti green.
“Anche sul fronte dei diritti- spiega il Rapporto -: se guardiamo ai green jobs, tra le assunzioni a carattere non stagionale, l’incidenza delle assunzioni a tempo indeterminato è del 52%, mentre scende al 40,5% per le figure non connesse al settore green. Guardando alla ripartizione territoriale, quasi 170 mila delle nostre 328 mila imprese green, il 52% del totale, si trovano nel Nord d’Italia. Di queste, 94 mila nel Nord-Ovest (28,7%) e circa 75.600 nel Nord-Est (23,1%). Circa 93.500, ossia il 28,5%, si trovano al Sud mentre nel Centro sono solo 64.800, cioè il 19,8% del totale.
“Analogamente – si legge nel Rapporto – scendendo a livello delle singole regioni, spicca il numero di imprese lombarde che hanno fatto o faranno ecoinvestimenti: più di 60 mila, ovvero il 18% delle imprese green di tutto il Paese. Nulla da stupirsi, dunque, se è la Lombardia a guidare la classifica regionale per numero delle imprese che tra il 2008 e il 2013 hanno investito o investiranno in prodotti e tecnologie verdi. Segue il Veneto con 30.670 imprese che puntano sull’eco-efficienza (9,4%), terza posizione a pari merito davanti all’Emilia-Romagna e il Lazio, dove sono presenti, in ciascun territorio, poco più di 28 mila imprese (8,6%). Seguono Piemonte, Campania, Toscana e Puglia, rispettivamente con 23.690, 22.540, 21.440 e 20mila imprese attente alle loro performance ambientali. E quindi troviamo la Sicilia, a quota 19.760, e le Marche, che si attestano a 9.830 imprese green. Passando dalle Regioni alle Province, Roma non rinuncia al suo ruolo di Capitale e guida la classifica provinciale per numero di imprese investitrici nell’eco-efficienza con 20.450 imprese green (pari al 6,2% del totale nazionale delle imprese verdi). Sul podio anche Milano, seconda a quota 18.400 imprese (pari al 5,6% del totale nazionale), e Torino, terza con 11.090 imprese (3,4%)”.

 

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