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I numeri del gioco d’azzardo in Italia

di Mirko Spadoni

slot_machine_ludopatiaIl Codacons ha annunciato l’intenzione di denunciare 140 senatori. Il motivo: aver votato l’emendamento al decreto “Salva Roma”, “grazie al quale il governo ridurrà i trasferimenti alle Regioni e agli enti locali che emanano norme restrittive contro il gioco d’azzardo”.
“Si tratta – denuncia l’associazione dei consumatori, pronta a rivolgersi alla Procura di Roma – di una vera e propria istigazione al gioco d’azzardo, un gesto scriteriato”. “Con il loro voto – prosegue il Codacons – hanno deciso di gettare migliaia di cittadini in pasto alle loro dipendenze da gioco”. Ma la decisione dei 140 senatori è stata giudicata negativamente anche dal premier Enrico Letta, che – a poco meno di 24 ore dal voto – ha ammesso: “E’ stato un errore che il governo ha intenzione di rimediare”. “Il governo – ha poi annunciato il primo ministro – presenterà un piano d’azione contro le ludopatie e il gioco d’azzardo. E’ necessario fare molto di più, non basta l’azione volontaristica. Agiremo con determinazione”.
Ma quali sono i numeri del gioco d’azzardo? Nel 2011 è valso qualcosa come 80 miliardi di euro, pari a circa il 5% del Pil. Una cifra cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, soprattutto nel biennio 2010-2011 (+30%). Giusto per farsi un’idea: nel 1994, il fatturato non superava i 6,5 miliardi di euro. “L’aumento – scrivevamo qualche tempo fa su T-Mag – è molto dipeso dalle nuove regole che hanno introdotto ulteriori modalità di puntate tra cui, appunto, il gioco online. Ma anche l’apertura nel mercato, risalente al 2004 (legge Bersani-Visco), a società straniere quali Intralot, Merkur, William Hill e Unibet oltre alle italiane Lottomatica, Sisal e Snai”.
Ma al di là degli introiti – sempre più elevati – il gioco d’azzardo comporta anche dei costi sociali e sanitari per la collettività: tra i 5,5 e i 6,6 miliardi di euro all’anno, secondo una stima contenuta dal dossier Azzardopoli 2.0 di Libera.
“A questi – avverte però il rapporto – vanno aggiunti 3,8 miliardi di euro di mancato versamento dell’Iva, nel caso in cui i 18 miliardi di euro, sul fatturato complessivo, che non tornano ai giocatori in forma di montepremi fossero stati spesi in altri consumi (con Iva al 21%)”.
C’è però un paradosso: perché mentre il giro d’affari legato al gioco d’azzardo cresce (tra gli 88 e i 94 miliardi di euro ovvero circa il 4% del Pil prodotto), le entrate per lo Stato “scendono incessantemente”. Si è passati dal 29,4% del 2004 all’8,4% del 2012, sul totale del fatturato. E così mentre crollano i consumi (secondo l’Istat, nel 2012 la percentuale delle famiglie che ha ridotto la qualità e/o la quantità dei generi alimentari acquistati è passata al 62,3% dal 53,6% dell’anno precedente, per quella che è la flessione più significativa negli ultimi 15 anni), l’Italia è tra i primi paesi al mondo per consumi di gioco d’azzardo, con una spesa pro capite annua per ogni italiano maggiorenne che va – secondo le stime – dai 1.703 ai 1.890 euro.
Ma oltre a denunciare il “coinvolgimento delle mafie” nel gioco illegale, con un fatturato stimato nel 2012 attorno ai 15 miliardi di euro, il rapporto Azzardopoli 2.0 avverte: “Le persone che hanno problemi di dipendenza sono tra le 500 mila e le 800 mila, quelle a rischio sono quasi due milioni”.
Numeri preoccupanti, in un Paese dove il gioco d’azzardo coinvolge molti – forse anche troppi – minori. Stando ai dati raccolti nell’Indagine conoscitiva sulla condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia 2012, presentata qualche tempo fa da Telefono Azzurro ed Eurispes: “un bambino su quattro risulta coinvolto all’interno di un fenomeno, quello del gioco d’azzardo, la cui portata e rilevanza non devono essere assolutamente sottovalutate”. Il 33,7% dei minori coinvolti nel sondaggio ha dichiarato di aver giocato al ‘Gratta e vinci’. Ma c’è anche chi ha giocato alle Lotterie (11,4%) e al Bingo (11,1%). Leggermente inferiore la percentuale dei minori che ha dichiarato di aver giocato al Videopoker (7,8%) e alle Slot Machines (il 6,9%). Ma cosa spinge anche i giovanissimi ad avvicinarsi al gioco d’azzardo? Le risposte sono diverse: il 18,9% riferisce di averlo fatto per puro divertimento, l’11,1% per l’emozione che suscita il gioco o perché lo ha visto fare ad amici e/o parenti, mentre il 9% per vincere soldi e/o premi.

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