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I numeri della giustizia

giustiziaTanto si è parlato negli ultimi giorni del “Pacchetto Carceri” presentato dal ministro Cancellieri ed approvato dal Consiglio dei Ministri. Un provvedimento volto a debellare il sovraffollamento nelle case circondariali italiane. Già qualche giorno fa su T-Mag abbiamo disegnato un quadro dettagliato su questo tema, oggi, grazie all’Annuario statistico di Istat tratteremo i numeri della giustizia più in generale.
Tra il 2011 ed il 2012 la popolazione carceraria, composta per il 4,3% da donne e per il 35,8% da stranieri, è diminuita dell’1,8% attestandosi a 65.701 unità. Del totale dei detenuti uno su cinque lavora e per l’83,7% dei casi lo fa alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria.
Come spiega Istat, alla fine dello scorso anno il rapporto tra detenuti presenti e posti letto previsti è passato a 139,7 da 146,4 del 2011. Una situazione più allarmante al Nord dove risultano 149,9 detenuti ogni cento posti letto. Essendo il sovraffollamento una situazione eterogenea, anche al Centro e al Sud il rapporto detenuti/posti letto risulta piuttosto lontano da quello ottimale. L’unica regione con tasso di affollamento inferiore è la Sardegna con il 94,5, mentre la Puglia detiene il record negativo di ben 168,8 detenuti ogni cento posti letto.
L’affidamento in prova al servizio sociale, la semilibertà, la detenzione domiciliare, la libertà vigilata, la libertà controllata e la semi detenzione, sono tutte misure alternative che nel complesso sono aumentate del 2,6% tra il 2011 ed il 2012. Nel dettaglio queste misure riguardano per il 7,8% dei casi donne, per il 16,5% stranieri e per il 20,2% persone dipendenti da alcol e droghe.
Le misure alternative più utilizzate sono, per il 43,4%, l’affidamento in prova al servizio sociale e, per il 39,7%, la detenzione domiciliare.
Alla fine del 2012 sono state contate 2.818.834 denunce di reati, in aumento del 2% sull’anno precedente. Rispetto al 2011 l’aumento più rilevante è stato quello registrato nei reati di usura e di truffa o frode informatica, rispettivamente hanno riportato aumenti del 15,1% e del 10,5%. In aumento, del 6,2%, anche le estorsioni, del 5,5% i reati di ricettazione e del 5,1% e del 4,1% le rapine e i furti.
Calano i reati più gravi come lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione, in discesa del 13,5%; i tentati omicidi, in calo del 5,3%; e gli omicidi volonatari, in calo del 4%. Tuttavia crescono del 28,3% gli omicidi di stampo mafioso, fenomeno registrato maggiormente nel Mezzogiorno dove un omicidio volontario su quattro rientra in questa tipologia di reati.
Passiamo ora ai procedimenti civili. Nel 2011 sono scesi appena dello 0,2% quelli sopravvenuti in primo grado, mentre quelli esauriti hanno registrato un calo del 5,2%. Al contrario sono cresciuti dello 0,9% quelli pendenti a fine anno. Presso l’ufficio del giudice di pace, spiega l’Istat, viene trattato il 36,1% dei procedimenti di primo grado, il 63,1% è in carico ai Tribunali e lo 0,8% alle Corti d’Appello. Il primato dei procedimenti pendenti a fine anno spetta ai Tribunali, con il 67,2%.
Nel 2012 sono ricominciati a crescere i protesti: da 1.385.416 del 2011 a 1.408.071, registrando così una crescita dell’1,6%. Al contrario, una discesa è stata registrata nel valore complessivo e nell’importo medio unitario. Rispettivamente si è passati dai 3,7 miliardi di euro del 2011 ai 3,4 del 2012 e da 2.659 euro a 2.412.

 

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