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Apertura partite Iva, Mef: “A dicembre aumento del 2,9%”

Nello scorso mese di dicembre sono state aperte 24.899 nuove partite Iva; in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente si registra un aumento del 2,9%.
La distribuzione per natura giuridica mostra che il 58,3% delle nuove aperture è attribuibile a persone fisiche, il 31,6% a società di capitali ed il 9% a società di persone. Anche in questo mese si registra un sensibile calo di aperture, rispetto al dicembre 2012, da parte di società di persone (-13,7%), mentre le aperture di partite iva riferite a società di capitali e a persone fisiche sono in
aumento rispettivamente dell’8,6% e del 2,8%. Riguardo alla ripartizione territoriale delle aperture, circa il 43% è avvenuto al Nord, il 23% al Centro ed il 33% al Sud ed Isole. Il confronto con dicembre dello scorso anno mostra consistenti aumenti di aperture in Abruzzo (+81%), Basilicata (+19%), prov. di Bolzano (+17,1%) e Sardegna (+11%). Di contro, le flessioni più decise si sono avute in Val d’Aosta (-17,5%), Molise (-12,9%) e prov. di Trento (-9,7%).
La classificazione per settore produttivo conferma che il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva: oltre il 27% del totale delle aperture del mese di dicembre 2013, seguito dalle attività legate ad alloggio e ristorazione ed all’agricoltura, ambedue intorno al 10%. Rispetto a dicembre 2012, tra i principali settori produttivi, gli aumenti più sensibili sono dovuti alla sanità (+27,2%), comunicazioni, ed agricoltura, mentre le flessioni, tutte peraltro modeste, si limitano all’edilizia, alle attività immobiliari, professionali ed artistiche.
Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è sempre stabile, con i maschi cui appartiene il 63,7% di nuove partite Iva. Il 46% delle aperture è dovuta a giovani fino a 35 anni e circa il 35% alla classe 36-50 anni. Rispetto al dicembre 2012, tutte le classi mostrano lievi incrementi.
Tra le persone fisiche, 3.205 soggetti (pari al 12,9% del totale delle aperture) hanno aderito al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità; tale regime per cinque anni limita l’imposta dovuta al 5% degli utili dichiarati, esonerando da Iva e Irap.
E’ quanto comunica il ministero dell’Economia e delle Finanze.

 

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