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I problemi dell’edilizia scolastica in Italia

di Giampiero Francesca

scuolaLa necessità di intervenire, celermente, in materia di edilizia scolastica è stato, certamente, uno dei cardini su cui il neo presidente del Consiglio Matteo Renzi ha imperniato i suoi discorsi alle Camere. Una dialettica particolarmente concreta, all’interno di un eloquio spesso vago, ha infatti contraddistinto il ragionamento dell’ex-sindaco di Firenze in merito alle questioni relative alla scuola. Un eloquio pragmatico che ha evidenziato la stringente necessità, l’urgenza di intervento per la messa in sicurezza e il consolidamento di queste strutture. Il panorama che si propone di fronte al nuovo governo desta sicuramente più di qualche preoccupazione. L’XI Rapporto su sicurezza, qualità e accessibilità a scuola, presentato lo scorso settembre da Cittadinanzattiva, può essere lo spunto ideale per provare a descrivere questo non certo esaltante quadro. L’indagine evidenzia infatti pesanti carenze e problematiche relative tanto agli stabili quanto alle singole classi. Muffe, calcinacci, distacchi di intonaco, cavi volanti, infiltrazioni e umidità caratterizzano percentuali preoccupanti delle nostre scuole. Ben il 39% degli edifici infatti presenta uno stato di manutenzione del tutto inadeguato; un dato in aumento, rispetto all’anno precedente di ben 18 punti percentuali. Una situazione che ha causato, nell’84% dei casi, richieste di intervento urgenti, rimaste, però, quasi sempre inevase. Il rapporto fra le istituzioni preposte e i cittadini non sembra infatti rispondere ad un benché minimo criterio di efficienza. Ancora più allarmante è il quadro relativo alla reale agibilità delle strutture. Solo un quarto delle scuole è infatti completamente in regola con tutte le certificazioni (certificato di agibilità statica, posseduto dal 44% delle scuole – certificato igienico-sanitario, 38% – certificato di prevenzioni incendi, 37%). Non rincuorano nemmeno le statistiche relative alle zone di costruzione delle strutture. Ben il 67% delle scuole è, infatti, edificato in zone ad alto rischio sismico. Tragedie anche recenti hanno dimostrato quanto sia stringente la necessità di consolidare questi edifici, dotandoli di tutte le moderne strutture antisismiche. Non è un caso, dunque, che il presidente Renzi abbia incentrato parte dei suoi discorsi proprio su questo tipo di iniziative. Il quadro che deriva da questi primi dati è dunque a tinte più che fosche. Tinte che non migliorano una volta entrati nelle scuole. Le classi infatti presentano, come prevedibile, gli stessi problemi degli edifici. Gravi segni di fatiscenza (25% delle classi), distacchi di intonaco (20%), finestre rotte (28%) ma anche difformità dei pavimenti, sedie e banchi danneggiati, prese e interruttori non idonei appaiono i segni evidenti del disfacimento delle nostre aule. Classi in pessime condizioni e spesso anche sovraffollate, secondo le normative vigenti. Rispetto all’art. 64 della legge 133/2008, disposizioni in materia di organizzazione scolastica, riguardante il rapporto alunni/docente, ben il 28% sarebbe infatti fuori norma. Un quarto delle classi conta infatti più di venticinque alunni, un numero decisamente superiore a quanto previsto come accettabile. Ma non sono solamente le aule a destare preoccupazioni. Anche gli spazi comuni non brillano per le proprie qualità. La pulizia e la completezza dei bagni non è da primato. In più della metà (53%) delle toilette mancano carta igienica e asciugamani, mentre il 41% dei servizi è sprovvisto di sapone. Uscendo dagli edifici, il 28% delle scuole non possiede una palestra interna e, quand’anche presente è spesso fonte di pericolo (23% dei casi), sporca o fatiscente. L’unica nota positiva che può esser riscontrata, in una ricerca altrimenti completamente disarmante, è il costante abbattimento delle barriere architettoniche, constatabili ormai solo nel 13% delle scuole, e la presenza, nel 64% dei casi, di parcheggi riservati ai disabili. Anche da questo punto di vista molto resta comunque ancora da fare se si considera che più della metà degli edifici (57%) non possiede le attrezzature adatte e il 44% dei banchi non corrisponde alle esigenze di alcune disabilita.

 

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