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Quanto costa la sicurezza negli stadi

di Mirko Spadoni

++ GENOA-SIENA: PROSEGUE STOP, ROSSI PARLA CON ULTRA' ++La repressione del fenomeno ultras ha anche i suoi costi. “Il costo minimo per una partita considerata ‘non a rischio’ – scrive Giacomo Galeazzi su La Stampa – è mediamente di 40 mila euro”, una cifra che raddoppia (salendo a 80 mila euro, quindi) in occasione delle sfide ‘a rischio’ ovvero quelle che vedono contrapposte tifoserie rivali. Spese considerevoli e a carico solamente dello Stato, perché – a differenza di quanto accade altrove (Stati Uniti, Gran Bretagna e in Germania, ad esempio) – le società di calcio non contribuiscono in alcun modo. E così i 300 poliziotti e carabinieri “tra quelli dislocati dai reparti mobili delle principali città”, che di media vengono impiegati in occasioni delle partite, vengono pagati interamente dalla comunità, che si fa carico – quando necessario – delle spese necessarie per permettere agli elicotteri delle forze dell’Ordine di volare “a difesa dello stadio”. Quanto costa un’ora di volo? Cinquemila euro. Nel conto va inserita anche un’altra voce di spesa, quella dei vigili urbani (200 mila euro l’anno), “per garantire la sicurezza in servizi non strettamente connessi con la viabilità”. I costi potrebbero essere divisi tra le società di calcio, che pur pagando al fisco tasse per 1 miliardo e 300 mila euro, sarebbero a quel punto chiamate a sborsare una cifra assolutamente alla loro portata: 230 mila euro.

Quanti sono gli ultras?

Lo Stato deve far fronte ad una spesa non indifferente per contrastare gli ultras. Sorge quindi spontanea una domanda: quanti sono in tutto? Secondo un rapporto della Direzione centrale della Polizia di Prevenzione (Dccp) diffuso solo qualche mese fa, sono circa 41 mila (lo scorso anno erano 45 mila) divisi in 388 gruppi attivi (l’anno precedente erano 417).
Di questi, 69 gruppi si caratterizzano per un orientamento ideologico: 45 di estrema destra e 15 di estrema sinistra, mentre in altri, definiti “misti” dalle statistiche, convivono in modo più o meno pacifico elementi di entrambe le tendenze. Ma gli ultras italiani non si muovono soltanto sugli spalti – e nei pressi – degli stadi del Bel Paese, molti di loro valicano infatti anche i confini nazionali per stringere rapporti con i loro ‘omologhi’ stranieri: attualmente 80 “sodalizi” nostrani hanno rapporti con tifoserie di altri Paesi.

Qualche statistica in più
Leggendo i dati del ministero dell’Interno, riportati dalla FIGC nel suo Report calcio, emergono aspetti interessanti. Ad esempio: nel corso dell’ultima stagione, gli incontri con feriti sono stati 43, nel 2004-2005 furono 209. Un buon risultato, in fin dei conti. Ottenuto con l’impiego di un minor numero di forze dell’ordine: 140.906 nel 2012-2013, nel 2004-2005 furono molti di più (271.054). Discorso inverso per gli steward, il cui numero è cresciuto vertiginosamente: dai 48.235 del 2007-2008 si è passati ai 200.394 della scorsa stagione. Molto si è speso – e si spende – per rendere gli incontri di calcio più sicuri. Ma dove avvengono gli scontri tra le tifoserie? Nella maggioranza dei casi (il 56%) in luoghi adiacenti allo stadio o all’interno dello stesso (25%). Anche se episodi di violenza si sono registrati lontano dagli spalti: in ambito urbano (nel 14% dei casi), autostradale (4%) e ferroviario (l’1%). Numeri in calo, certo. Eppure il fenomeno – quello violento, s’intende – è ancora molto lontano dall’essere sradicato.

La violenza torna a crescere
Nonostante i dati (positivi, senz’altro) del Viminale, negli ultimi mesi si è assistito ad un’inversione di tendenza. E così nel girone d’andata di questo campionato, sono stati effettuati 102 arresti contro i 65 dello stesso periodo dell’anno precedente. Da settembre a febbraio, sono state registrate 782 denunce contro le 687 dello stesso periodo del 2013. Per quanto riguarda la tipologia dei reati commessi in occasione delle sfide di Serie A, B e Lega Pro, quelli più ricorrenti – secondo i dati forniti qualche mese fa dall’Osservatorio delle manifestazioni sportive – sono quelle contro la persona (383 violazioni), seguite dai reati di possesso e lancio di artifici pirotecnici (213 violazioni), danneggiamenti (134 violazioni), possesso di armi improprie o strumenti atti ad offendere (129 violazioni), indebito superamento di una recinzione (115 violazioni) e lancio di corpi contundenti (103 violazioni). “Il fenomeno – osservava in un’intervista a T-Mag di qualche tempo fa il giornalista Diego Mariottini e autore di diversi saggi sull’argomento – non è stato debellato o quanto meno ridotto nella sua entità. E non sembra esserci una volontà politica di sanare questa questione”.

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