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L’Italia alle prese con una lenta ripresa

di Matteo Buttaroni

imprese_fatturatoDopo nove mesi di contrazione economica l’Italia mostra i segni di una lenta ripresa. A confermarlo, oltre all’Istat, è la Commissione europea che per il 2014 prevede una crescita dello 0,6% del prodotto interno lordo contro il -1,9% registrato nel 2013. Per Bruxelles il dato presenterà un’ulteriore crescita nel 2015, mostrando un +1,2%. Cifre stabili rispetto alle previsioni di febbraio, ma leggermente inferiori rispetto alle attese del governo che nel Def ha indicato una crescita dello 0,8% per il 2014 e dell’1,3% per il prossimo anno. L’Istat stima invece una crescita dello 0,6% per l’anno in corso e dell’1% nel 2015.
Non tenendo conto dei tagli fiscali ai redditi più bassi e della revisione della spesa pubblica (misure che saranno valutate nel resoconto europeo di giugno insieme alla decisione del governo di rinviare il pareggio in bilancio) avanzati dall’esecutivo di Matteo Renzi, la Commissione lascia invariate anche le stime di febbraio riguardanti il deficit effettivo e al deficit strutturale: il primo si attesterà al 2,6% del Pil nel 2014 e al 2,2% nel 2015; quello strutturale si presenterà invece allo 0,7% del Pil alla fine dell’anno corrente e allo 0,9% il prossimo.
Soffermandosi sulle prospettive economiche italiane la commissione ha spiegato tuttavia che “rischi al ribasso” potrebbero provenire da un ulteriore “apprezzamento dell’euro” e dalle sanzioni contro la Russia relative alla crisi ucraina.
Per la zona Euro la Commissione parla di “crescita graduale e bilanciata che sta coinvolgendo anche la maggior parte dei paesi vulnerabili”. In questo caso si stima una crescita del prodotto interno lordo pari all’1,2% per il 2014 e dell’1,7% per il prossimo anno.
Dati meno incoraggianti quelli presentati dall’Ocse che, per l’Italia, abbassa le stime di crescita per il 2014, portandole dal +0,6% stimato a novembre al +0,5%. “La lenta ripresa dalla recessione – spiega l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – continuerà durante il 2014 e la crescita aumenterà un po’ di più nel 2015. Il ritorno della fiducia aiuterà sia i consumi sia gli investimenti, con un ulteriore stimolo dai moderati tagli alle tasse che aumenteranno il reddito delle famiglie”. “Il governo italiano – spiega poi riferendosi al deficit – ha avuto successo nel portare avanti il consolidamento di bilancio nel 2013. Tuttavia, il livello del deficit non è sceso, a causa dell’attività economica debole”. Per l’Organizzazione il rapporto deficit/Pil, al 2,8% nel 2013, scenderà al 2,7% nel 2014 e al 2,1% nel 2015. Il debito si attesterà invece al 134,3% nel 2014 e al 134,5% nel 2015.
Sul fronte del mercato del lavoro per l’Italia si stima un tasso di disoccupazione al 12,8% per l’anno corrente e al 12,5% nel 2015.

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