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Il diario del Festival di Cannes/2

di Giampiero Francesca

mr_turnerIl sole splende alto sulla croisette e l’aria frizzate di un incipiente estate farebbe venir voglia di abbandonare, per un giorno, file, film e sale buie per sdraiarsi sulla spiaggia di Cannes. Il festival, cinematograficamente parlando, infatti, non ha ancora avuto sussulti. L’apertura di Un certain regard, affitta a Party Girl del trio Marie Amachoukeli, Claire Burger, Samuel Theis ha deluso le aspettative. La pellicola, che ruota intorno alle vicende personali e familiari di Angelique, spogliarellista orami troppo matura per esibirsi, è un’opera piatta, che vorrebbe coinvolgere ed emozionare, ma che lascia invece, quasi indifferenti. La regia di questo inedito trio, caratterizzata da una onnipresente macchina a mano che segue la protagonista e i suoi compagni di avventure, che dovrebbe trascinare nel modo di questa party girl, priva del necessario pathos, finisce per essere un mero espediente tecnico.

Decisamente più importante è il secondo film presentato in concorso, Mr. Turner di Mike Leigh. La biografia del pittore romantico William Turner è, infatti, un perfetto esempio di cinema britannico. Impeccabile nella forma, elegantissimo nella sua messa in scena teatrale, ottimamente interpretato, sottilmente ironico, il film del regista di Segreti e Bugie e Happy go lucky incarna perfettamente l’essenza dello stile british. Il racconto della vita dell’autore di opere come Il naufragio del minotauro e La valorosa Témérarie diviene il pretesto per mostrare il contatto fra l’arte sublime del pittore e la burbera presenza dell’uomo Turner, fra la bellezza più inafferrabile e l’animalità della essere umano.

Dopo due pellicole, comunque, molto impegnative, optiamo per un ora e mezza di spensieratezza con la presentazione del film di animazione Dragon Trainer 2. Dolce e divertente la pellicola di Dean Deblois, evidentemente indirizzata ai più piccoli, mette in scena buoni sentimenti, avventure, battaglie e creature tanto divertenti quanto tenere. La scelta di approfittare della presenza di un film così poco impegnativa ci ha ricompensato, usciamo dalla sala decisamente più rilassati. Ma il tempo per prendere fiato è poco, ci attende infatti l’opera titanica del regista turco Nuri Bilge Ceilan e le oltre tre ore del suo Winter sleep.

 

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