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La Fifa, il mondiale e gli sponsor

La quarta puntata dello speciale dedicato al Mondiale 2014
di Mirko Spadoni

BlatterLa FIFA ha degli ottimi motivi per guardare al futuro con fiducia, almeno per il momento. Le preoccupazioni per la buona riuscita del mondiale brasiliano fanno infatti spazio alle notizie positive provenienti dal fronte finanziario. La federazione, guidata dal 1998 da Joseph Blatter, ha chiuso il 2013 con 72 milioni di dollari di utili (53 milioni di euro), secondo quanto riferito – nel corso del 64esimo congresso della FIFA tenutosi a San Paolo tra il 10 e l’11 giugno – dal vice presidente, nonché presidente della Federcalcio argentina, Julio Grondona.
Il budget per il periodo dal 2015 al 2018 sarà di 5 miliardi di dollari (3,7 miliardi di euro), di questi 2,3 miliardi saranno garantiti dal marketing e 2,7 dalla vendita dei diritti televisivi. Soldi che, promette la FIFA nel suo Financial Report 2013, verranno reinvestiti totalmente “in sei settori chiave”. Ad esempio: 900 milioni verranno stanziati per “progetti di sviluppo”, 2.1 miliardi per Russia 2018 e 486 milioni per “gli altri eventi FIFA”. Piccolo inciso: nel triennio 1995-1998 il budget a disposizione della Federazione era di gran lunga inferiore (257 milioni di dollari, secondo quanto riferito dal segretario generale Jérôme Valcke.
In pratica: la FIFA, forte del grande interesse che ruota attorno al mondo del calcio, è riuscita ad arricchirsi e a far arricchire i 209 Paesi membri, che riceveranno complessivamente 576 milioni di dollari dalla coppa del mondo brasiliana; di questi 35 andranno alla nazionale che vincerà il torneo, otto a quelle che supereranno la fase a gironi, mentre ogni nazionale partecipante riceverà 1,5 milioni di dollari “come contributo per i costi di preparazione”.

Quanti soldi riceve la FIFA dagli sponsor
Soldi in larga parte garantiti dalla vendita dei biglietti, dei diritti televisivi e dagli sponsor. In tutto sono sei i main sponsor – o FIFA-Partner – che hanno voluto legare il proprio nome a quello della federazione (Adidas, Coca Cola, Hyundai-Kia Motors, Emirates, Sony e Visa), sborsando una cifra ragguardevole: 177 milioni di dollari l’anno, per un totale di 708,5 milioni di dollari in quattro anni. Otto sono invece i marchi, che pagando complessivamente 524 milioni di dollari, saranno gli sponsor per il mondiale: Budweiser, Castrol, Continental, Johnson and Johnson, McDonald’s, MoyPark, Oi, Yingli. Mentre cinque sono le aziende brasiliane (National Supporters) per il mondiale sudamericano: Centauro, Itaù, Garoto, Liberty Seguros, Apex Brasil. I grandi marchi sono quindi disposti ad investire molti soldi sul torneo calcistico più prestigioso al mondo, guadagnandone in prestigio e soprattutto in visibilità. Moltissimi sono infatti i tifosi che dal 12 giugno al 13 luglio assisteranno dal vivo – e non – alle 64 partite del mondiale (3,4 miliardi di persone, secondo il Financial Times). Così come accadde quattro anni fa in Sud Africa.
“Nel 2010 – ricorda UsaToday – la finale tra Spagna e Olanda è stata vista da quasi 540 milioni di spettatori, che si sono accomodati davanti allo schermo della tv di casa. Mentre sono state più di 900 milioni invece le persone che hanno visto almeno un minuto della partita. Il totale – conclude il quotidiano statunitense – ha quindi probabilmente superato un miliardo se si tiene anche conto di chi ha visto la gara in luoghi pubblici”. Nel corso del mondiale, gli sponsor saranno anche tutelati commercialmente: la legge numero 12.633 del 5 giugno del 2012 impedirà, ad esempio, la vendita di prodotti diversi da quelli degli sponsor ufficiali nel raggio di 2 km dagli stadi.

Qatar 2022 e il possibile danno d’immagine
I tanti soldi investiti dagli sponsor giustificano i timori di quest’ultimi attorno ad una vicenda ancora da chiarire: lo scandalo legato alla presunta corruzione avvenuta al momento dell’assegnazione del mondiale del 2022 al Qatar, denunciato dal quotidiano britannico Daily Telegraph. “Il tenore negativo del dibattito attorno alla FIFA – ha osservato l’Adidas, che con la federazione ha un contratto in essere sino al 2030 – non è positivo per il calcio e per i suoi partner”. Immediata la replica dei diretti interessati: “Siamo – ha ribadito Thierry Weil, direttore marketing della FIFA – in costante contatto con i nostri partner commerciali, compresi Adidas, Sony e Visa. Hanno fiducia al 100% nell’inchiesta del comitato etico”. Una fiducia che sarà meglio non tradire.

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