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La nuova Ue e l’agenda Van Rompuy

van_rompuyL’apertura di Angela Merkel sull’allentamento al patto di stabilità, pur con il diktat del rispetto dei parametri, è la prima pietra di un’Europa che muta gli scenari – dall’austerity nel momento più ostico della crisi alla prospettiva di politiche espansive con la fine della recessione – e che mira a creare nuove opportunità. A questo punto si pone l’interrogativo sulle decisioni politiche che prenderanno i governi: aumento della spesa pubblica cercando in ogni caso di non stravolgere i conti pubblici o minore pressione fiscale che aiuti le aziende ad assumere e a riavviare i consumi? Quale che sia dovrà incentivare il lavoro, unica via di uscita, reale e tangibile, dalla crisi. Il documento che l’Italia ha proposto all’Ue in vista del semestre europeo – ricordiamo che Berlino in questi anni è stata in qualche modo giudice del processo decisionale europeo – analizza in particolare lo stato dell’economia reale. Migliorare la competitività, scrive il governo, è una priorità visto che le Pmi sono la “spina dorsale” dell’Europa. Occupazione e innovazione, dunque, le parole d’ordine. Il principale obiettivo, esorta ancora l’Italia, deve essere la rinascita industriale.

Le linee guida di Van Rompuy
Sulla stessa lunghezza d’onda “l’agenda Van Rompuy”. Il presidente del Consiglio Ue presenterà ai capi di Stato e di governo europei nell’imminente vertice di Ypres le linee programmatiche che la nuova Commissione dovrà adottare, ricordando loro che, nonostante la ripresa, sarà difficile sviluppare appieno le promesse del recente passato e che restano in auge importanti sfide ancora: dalla crescita lenta all’alto tasso di disoccupazione, dagli investimenti privati al debito pubblico fino agli squilibri nell’area dell’euro. Per queste ragioni Van Rompuy invita l’Ue ad “un pieno uso della flessibilità già integrata nelle regole del Patto di Stabilità e Crescita”.

Le sfide della nuova Europa
Insomma, il passaggio dall’austerità alla flessibilità appare come una concessione a tutti quei paesi (Italia compresa) alle prese con le riforme strutturali da promuovere in fretta. Rilanciare la competitività significa rilanciare l’industria europea nel suo complesso. Sostiene Van Rompuy che è necessario “promuovere un clima di imprenditorialità e creazione di posti di lavoro, e non ultimo per le PMI: migliorando l’accesso al finanziamento ed all’investimento; migliorando il funzionamento dei mercato del lavoro e alleggerendo il carico fiscale dal lavoro; riducendo i carichi amministrativi e i costi”. Per raggiungere tali obiettivi, si aggiunge, occorre rafforzare il mercato unico e l’unione monetaria. Gli altri punti dell’agenda Van Rompuy comprendono il cammino condiviso verso l’unione energetica, ma un’unione anche di sicurezza e giustizia.

F. G.

 

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