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Il Rapporto dell’Ocse sulla Salute e la Sanità

di Matteo Buttaroni

spesa_sanitàNonostante gran parte dei Paesi membri dell’Ocse abbiano riscontrato timidi segnali di ripresa, sul fronte della spesa sanitaria l’Italia rimane ancora una volta indietro. Secondo le stime preliminari dell’Organizzazione, nel 2013, la spesa complessiva per la sanità in Italia è scesa del 3% rispetto all’anno precedente, un calo analogo a quello del 2012 sul 2011.
Si è passato quindi dal 9,4% del Pil del 2009, al 9,2% del 2012 per scendere ancora, al 9,1% del Pil, nel 2013. Un dato non troppo diverso da quello della media Ocse che tuttavia si mostra in crescita. Nell’Area si è passati dal 9,2% del Pil del 2012 al 9,3% dell’anno successivo. Decisamente più virtuosi dell’Italia sono la Francia e la Germania dove, rispettivamente, la spesa sanitaria pesa sul Pil del 11,6% e del 11,3%, anche se il Paese con la spesa sanitaria più elevata rimangono gli Stati Uniti, con il 17,7% del Pil. Ultimo Paese della classifica è la Turchia con il 5,4% mentre il Paese che ha registrato la flessione maggiore tra 2009 e 2012 è la Grecia con un -25%.
Nel 2012 il 77% della spesa sanitaria italiana è stato finanziato da fonti pubbliche, contro il 72% della media Ocse, mentre la spesa pro capite si attestava a 3.209 dollari contro i 2.030 del 2000. Nell’Ocse la cifra è di 3.484 dollari.
L’aspettativa di vita alla nascita tra il 2000 ed il 2012 è cresciuta di 2,4 anni, passando a 82,3 anni, oltre due anni in più rispetto ai 80,2 anni della media Ocse. Con 83,2 anni, 83 82,8 e 82,5, solo il Giappone, l’Islanda, la Svizzera e la Spagna hanno una speranza di vita più alta.
Dallo studio emerge inoltre che, al contrario degli altri Paesi dell’Area, in Italia l’aumento di persone sovrappeso è stato piuttosto limitato. Si è passato dall’8,6% del 2000 al 10,4% del 2012, rimanendo assai più basso rispetto al 15,4% della media Ocse.
Meglio anche sul fronte del fumo: tra il 2000 e il 2012 il tasso di fumatori è sceso dal 24,4% al 22,1%, rimanendo tuttavia più alto della media dell’Organizzazione fondata a Parigi (21% contro il 26% del 2000). Nel periodo preso in esame è diminuito anche il consumo di alcol. Il dato è sceso dai 9,3 litri pro capite del 2000 ai 6,1 litri del 2012 (nove litri la media Ocse).

 

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