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La “ripresina” della Spagna

mariano_rajoyL’Italia è di nuovo in recessione, la Spagna invece può almeno accennare un sorriso sebbene parta un gradino sotto. Il Prodotto interno lordo della Spagna, infatti, è cresciuto dello 0,6% nel secondo trimestre stando ai dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica spagnolo alla fine di luglio, attestandosi sopra le previsioni (+0,5% secondo la Banca di Spagna) e mostrando un’ulteriore accelerazione della crescita dopo il +0,4% del primo trimestre. Anche l’inflazione, sempre nel mese di luglio, risulta in calo dello 0,3%. Goldman Sachs, inoltre, ha di recente migliorato la valutazione sull’outlook economico della Spagna alzando le stime di crescita per il 2014 all’1,2% dallo 0,9% e per il 2015 all’1,6% dall’1,2% precedente. Gli stessi valori indicati dal Fmi, per la cronaca. La Spagna è uscita dalla recessione (cronica) nell’ottobre 2013 e ha registrato l’incremento del Pil per quattro trimestri consecutivi.

Disoccupazione troppo alta, ma in lieve discesa
Il lavoro è un problema che resta piuttosto grave, però. Facciamo un passo indietro. Analisti e osservatori concordano che alla base della ripresa spagnola ci sia la stabilità politica (tema molto dibattuto anche dalle nostre parti, ma per motivi diametralmente opposti): il governo popolare di Mariano Rajoy gode infatti di un’ampia maggioranza che, nonostante qualche scandalo, è riuscita a portare a compimento diverse riforme. Come quella del lavoro, i cui effetti sono ancora difficili da stabilire. Ma è vero anche che il numero dei disoccupati continua a scendere: i dati ufficiali parlano di 29.841 persone nel mese di luglio, lo 0.67% rispetto al mese precedente, e 278.954 dal luglio del 2013, pari al 5,94 per cento. Più in generale, pur restando molto alto, il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre 2014 è passato dal 25,9% del periodo precedente all’attuale 24,5 e nell’eurozona è tra i paesi in cui si rileva il maggiore decremento. Tuttavia non sono pochi i disoccupati di lunga durata, segno che il ricollocamento una volta perso il posto di lavoro non è affatto semplice. La disoccupazione giovanile (15-24 anni) è un autentico tallone d’Achille, raggiungendo infatti soglie oltre il 50%.

Debito pubblico e scenari internazionali
Nel suo monitoraggio, il Fmi ha poi osservato che il debito pubblico della Spagna salirà quest’anno dal 94 al 99% del Pil e aumenterà ancora al 101% nel 2015, per assestarsi al 100% nel 2019. Il deficit diminuirà quest’anno al 5,7% e al 4,7% nel 2015, così fino all’1,5% del Pil nel 2019.
Per quanto riguarda gli attuali scenari internazionali, infine, il governo spagnolo ha deciso di sospendere la vendita di armi a Israele (una scelta coraggiosa, diplomaticamente parlando). Solo nel 2013 aveva venduto armi per una cifra vicina ai cinque milioni di euro sulla somma complessiva per le esportazioni belliche di quattro miliardi di euro.

 

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