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Il difficile momento della Francia di Hollande

Francois HollandeIl premier francese Manuel Valls si è dimesso in seguito alle polemiche per le dichiarazioni del ministro dell’economia Arnaud Montebourg, che sabato scorso in un’intervista a Le Monde aveva usato toni critici nei confronti della Germania. Il presidente François Hollande ha incaricato Valls di formare immediatamente un nuovo esecutivo, che dovrà essere annunciato martedì 26 agosto e dovrà essere costituito “coerentemente agli orientamenti da lui stesso definiti per il Paese”, come ribadito da Hollande stesso in un comunicato. Le dimissioni di Valls, alla guida del suo governo per soli 147 giorni, arrivano a poche ore dalle dichiarazioni dell’inquilino dell’Eliseo, che nel corso di un’intervista a Le Monde chiedeva un’accelerazione “sul percorso delle riforme”. “Non dobbiamo arrenderci – proseguiva Hollande il 20 agosto scorso – poiché la situazione economica è difficile in Francia e in Europa”.
Nonostante le ultime previsioni del Fondo monetario internazionale, secondo cui quest’anno il Pil transalpino è destinato a crescere dello 0,7% (poco più dello 0,3 dell’Italia e circa la metà rispetto alla Spagna con il ‘suo’ +1,2%), nel secondo trimestre del 2014 l’economia francese non è praticamente cresciuta. E così parlando nel corso di un’intervista a Le Monde, il ministro dell’Economia Michel Sapin ha annunciato che il Pil francese crescerà dello 0,5% nel 2014 (le stime precedenti prevedevano una crescita dell’1%). Riviste – sempre al ribasso – anche le previsioni per il 2015: il Pil dovrebbe attestarsi all’1% contro l’1,7% precedentemente stimato. Un trend influenzato da una modesta crescita dei consumi interni (+0,5%), una riduzione degli investimenti in beni capitali (-1,1%) e un lieve calo dell’export.
C’è poi la questione relativa all’elevato tasso di disoccupazione (“A giugno – osservavamo solo qualche settimana fa su T-mag – è stato segnato un nuovo record negativo. Il numero di iscritti agli uffici di collocamento ha raggiunto quasi i tre milioni e 400 mila. Sono novemila i senza-lavoro in più, in particolare tra gli over 50”) e quella relativa al rapporto tra deficit e Pil: Parigi non dovrebbe centrare l’obiettivo fissato per il 2014. Così come accaduto già lo scorso anno. Dieci giorni fa, il ministro dell’Economia, Michel Sapin, ha annunciato infatti che Parigi il deficit supererà il 4% del Pil (il target era stato fissato al 3,8%).

 

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