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Niente scuse: la priorità è il lavoro

lavoro_scoraggiatiPeggio che a giugno. Il lavoro si conferma una priorità cui il governo, tramite misure che non contemplino esclusivamente le regole del mercato, non può più prescindere. Il dato allarmante riguarda il tasso di occupazione, ancor prima che quello di disoccupazione. A luglio 2014, riferisce l’Istat, gli occupati sono 22 milioni 360 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente (-35 mila) e dello 0,3% su base annua (-71 mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,6%, diminuisce di 0,1 punti percentuali sia in termini congiunturali sia rispetto a dodici mesi prima.
Il numero di disoccupati (pari a 3 milioni 220 mila) – prosegue l’Istat –, aumenta del 2,2% rispetto al mese precedente (+69 mila) e del 4,6% su base annua (+143 mila). Il tasso di disoccupazione è pari al 12,6%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,5 punti nei dodici mesi.

In calo la disoccupazione giovanile
I disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono 705 mila. L’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all’11,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,1 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 42,9%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto al mese precedente ma in aumento di 2,9 punti nel confronto tendenziale. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente (-28 mila) e dell’1,1% rispetto a dodici mesi prima (-159 mila). Il tasso di inattività si attesta al 36,3%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,3 punti su base annua.

Occupati trimestrali
Tuttavia, in riferimento ad un periodo più lungo, la situazione va leggermente meglio. Nel secondo trimestre 2014 rallenta, infatti, la riduzione tendenziale del numero di occupati (-0,1%, pari a -14.000 unità in un anno), dovuta all’aumento nel Nord (+0,3%, pari a +36.000 unità) e nel Centro (+0,8%, pari a 40.000 occupati) a fronte del nuovo calo nel Mezzogiorno (-1,5%, pari a -90.000 unità). Si interrompe la flessione per gli uomini a cui si associa una lieve riduzione per le donne (-0,2%, pari a -15.000 unità). Al persistente calo degli occupati di 15-34 anni e dei 35-49enni (-4,0% e -1,6%, rispettivamente) continua a contrapporsi la crescita di quelli con almeno 50 anni (+5,5%).
La riduzione tendenziale dell’occupazione italiana (-105.000 unità) si accompagna alla crescita di quella straniera (+91.000 unità). In confronto al secondo trimestre 2013, il tasso di occupazione degli stranieri (58,7%) segnala un aumento di 0,6 punti percentuali a fronte della stabilità di quello degli italiani (55,4%).
Nell’industria in senso stretto riprende la crescita dell’occupazione (+2,8%, pari a 124.000 unità), dovuta solo alla componente maschile, mentre prosegue la contrazione di occupati nelle costruzioni (-3,8%, pari a -61.000 unità) e nel terziario (-0,6%, pari a -92.000 unità).

Occupati a tempo pieno e dipendenti a termine
Non si arresta la flessione degli occupati a tempo pieno (-0,5%, pari a -89.000 unità rispetto al secondo trimestre 2013), che in quasi due terzi dei casi riguarda i dipendenti a tempo indeterminato (-0,5%, pari a -57.000 unità). Gli occupati a tempo parziale continuano ad aumentare (+1,9%, pari a 75.000 unità), ma la crescita riguarda esclusivamente il part time involontario che riguarda il 64,7% dei lavoratori a tempo parziale.
Dopo cinque trimestri consecutivi di calo, riprende la crescita dei dipendenti a termine (+3,8%, pari a 86.000 unità nel raffronto tendenziale) a cui si accompagna per il settimo trimestre la diminuzione dei collaboratori (-8,3%, pari a -36.000 unità).

Disoccupati trimestrali, di lungo periodo e inattivi
Nel secondo trimestre 2014 anche l’aumento tendenziale del numero dei disoccupati rallenta (+2,2%, pari a 69.000 unità in un anno), coinvolgendo le donne e le persone in cerca del primo impiego. L’incremento è concentrato nel Nord e nel Mezzogiorno. Il 62,1% dei disoccupati cerca lavoro da un anno o più (55,7% nel secondo trimestre 2013).
Nel secondo trimestre 2014 il tasso di disoccupazione è pari al 12,3%, in crescita di 0,2 punti percentuali su base annua; per gli uomini l’indicatore rimane stabile all’11,5%; per le donne sale dal 12,8% di un anno prima all’attuale 13,4%. Aumentano i divari territoriali, con l’indicatore pari all’8,4% nel Nord (+0,3 punti percentuali) e al 20,3% nel Mezzogiorno (+0,5 punti), mentre rimane stabile al 10,8% nel Centro.
Nel secondo trimestre 2014 continua la diminuzione del numero di inattivi 15-64 anni (-1,0%, pari a -151.000 unità), dovuto ai 55-64enni e alimentato in oltre otto casi su dieci dalle donne. Il tasso di inattività scende al 36,3%, dal 36,6% del secondo trimestre 2013.

 

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