La Scozia alla prova del referendum | T-Mag | il magazine di Tecnè

La Scozia alla prova del referendum

di Fabio Germani

scozia_regno_unitoIl principale alleato di David Cameron è l’ex premier britannico Gordon Brown. E non solo nelle ultime ore perché Brown, nei fatti, è un convinto unionista da sempre, tanto da pubblicare in estate un libro dal titolo inequivocabile: La mia Scozia, la nostra Gran Bretagna. Nel suo discorso alla vigilia del voto Gordon Brown ha messo in guardia i concittadini dai pericoli dell’eventuale sì all’indipendenza.
Alle urne per il referendum sono chiamati 4,1 milioni di scozzesi e l’Europa guarda con apprensione all’esito del voto. I mercati scalpitano e l’Ocse pochi giorni fa ha annoverato i propositi separatisti tra le cause della sfiducia e della mancata crescita mondiale nell’ultimo periodo. L’esempio scozzese è un unicum. Si dia il caso che a vincere è l’ala separatista. Ebbene, per la prima volta, si tratterebbe di una separazione democratica e storica, per certi versi. Sulle pagine del Guardian è stata pubblicata un’infografica che mostra le recenti separazioni (molte delle quali avvenute nel continente africano), derivate tuttavia – sebbene per via referendaria – da guerre o comunque eventi drammatici. Per restare in Europa si pensi al referendum che sancì la dissoluzione della Federazione iugoslava nei primi anni ’90. Certo, il paragone con il passato non è sufficiente ad assicurare un futuro roseo a Edimburgo, ma intanto è un presupposto positivo.
Le principali preoccupazioni provengono infatti dall’economia. Alex Salmond, premier scozzese e promotore della campagna referendaria, si è sempre detto convinto della possibilità che la Scozia possa trarre profitto dall’indipendenza. A cominciare dalla gestione dei ricavi provenienti dal petrolio del Mare del Nord e del fisco (ad oggi il gettito fiscale della Scozia rappresenta circa il 9% di quello del Regno Unito). Dalla produzione di petrolio e gas, sono convinti i sostenitori dell’indipendenza, la Scozia dovrebbe ottenere il 94% del gettito fiscale generato (allo stato il 96% della produzione petrolifera britannica comprende le acque territoriali scozzesi).
Continuiamo a dare per buona l’ipotesi separazione. Cosa accadrebbe? Intanto che la Scozia per raggiungere lo status acquisito dovrà attendere il 2016, in particolare il mese di maggio quando sono già in programma le elezioni del Parlamento. Mentre più complessa è l’adesione all’Ue e alla Nato che non sono da ritenersi automatiche come ha fatto credere fin qui la retorica separatista.
Si dia ora il caso che prevalga il no (le ipotesi sono da contemplare tutte, visto l’equilibrio di entrembe le posizioni nei sondaggi). Cambierebbe poco, a quel punto. Ma non pochissimo. Londra si è pronunciata a favore di una rinegoziazione con Edimburgo rispetto alla condivisione del processo decisionale e una maggiore concessione di poteri al Parlamento scozzese.

segui @fabiogermani

 

1 Commento per “La Scozia alla prova del referendum”

  1. […] nostro speciale sulla Scozia La Scozia alla prova del referendum (18 settembre 2014) Le ultime dalla Scozia (09 settembre 2014) Conviene alla Scozia […]

Scrivi una replica

News

Coronavirus, von der Leyen: «Adattare immediatamente i vaccini alle nuove varianti»

«I contratti dell’Unione europea con i produttori affermano che i vaccini devono essere adattati immediatamente alle nuove varianti man mano che emergono». Così la presidente…

26 Nov 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Ucraina, Zelensky: «Pronti a escalation con Mosca»

Rischio di golpe tra l’1 e il 2 dicembre. E sullo sfondo uno scenario di guerra con la Russia. Questa è la sintesi delle dichiarazioni…

26 Nov 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Ue elimina l’obbligo di autorizzazione all’export per i vaccini

“Dal primo gennaio 2022 i produttori di vaccini non saranno piu’ obbligati a chiedere l’autorizzazione per esportare i loro prodotti al di fuori dell’Ue”. Lo ha reso noto…

26 Nov 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, in Portogallo a gennaio una settimana di contenimento

Stretta in Portogallo per contenere l’avanzata del coronavirus. Infatti, il governo ha stabilito una settimana di contenimento, dal 2 al 9 gennaio, durante la quale…

26 Nov 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia