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Saldo delle imprese positivo nel terzo trimestre

Imu-alle-imprese-in-arrivo-aumenti-del-300_h_partbHa chiuso il terzo trimestre del 2014 con un saldo in positivo di 16.451 unità l’anagrafe delle imprese. Con 72.833 imprese nate e 56.382 attività cessate il saldo si è mostrato in crescita di quasi quattromila unità. E’ quanto emerso dall’analisi sulla natalità e la mortalità delle imprese realizzata da Unioncamere sulla base dei dati raccolti da Infocamere.
Nei primi nove mesi dell’anno sono stati registrati oltre diecimila fallimenti, il 19% in più rispetto al periodo gennaio-settembre dell’anno precedente.
Le imprese artigiane per il terzo trimestre consecutivo hanno presentato un saldo negativo tra aperture e chiusure. La causa principale è la forte riduzione delle iscrizioni, scese di mille unità rispetto al 2013.
“I dati provenienti dal Registro delle imprese – spiega Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere – indicano il persistere di una fase di stagnazione che sta colpendo il nostro sistema produttivo frenando la spinta a fare impresa e facendo aumentare le attività economiche che portano i libri in Tribunale. Il tema chiave, per dare nuove gambe allo sviluppo, è creare le condizioni per far ripartire il mercato interno, dal cui rallentamento dipendono le sorti di tante nostre imprese, e sostenere il coraggio e le aspirazioni di tante persone, soprattutto giovani, che vorrebbero mettersi in proprio. Per questo, occorre puntare con decisione sulle politiche attive per il lavoro, per far sì che le energie imprenditoriali del Paese possano tradursi in nuove iniziative economiche: un ambito nel quale le Camere di commercio sono particolarmente impegnate, anche attraverso un Network di 87 Sportelli per il sostegno all’imprenditorialità giovanile su tutto il territorio nazionale. In poco più di cinque mesi dal loro battesimo, abbiamo già accolto quasi 4.700 giovani motivati ad aprire una nuova impresa, assicurando loro percorsi mirati di accompagnamento allo start-up”.
I modesti risultati del terzo trimestre 2014 – positivi peraltro come in ogni terzo trimestre di ciascun anno – sono spiegati dal volume delle nuove iscrizioni che, con 72.833 unità (circa 792 nuove imprese al giorno, sabato e domenica inclusi), ha conosciuto il risultato peggiore degli ultimi dieci anni.
Gli effetti della crisi (riduzione delle iscrizioni e cresciuta incidenza delle cessazioni) non si distribuiscono però in modo casuale. Essi – quantomeno in termini di demografia delle imprese – hanno inciso quasi esclusivamente sulle imprese artigiane. A partire dal 2009, infatti, il contributo delle imprese artigiane al flusso complessivo delle iscrizioni decresce continuamente, mentre la quota sul flusso delle cessazioni oscilla con variazioni modeste intorno al 33%. Considerando l’ultimo decennio, emerge che mentre nei primi quattro anni il valore medio delle nuove iscrizioni delle imprese artigiane, sempre considerando i relativi terzi trimestri, è stato pari a 27.794 unità, nei successivi sei anni – quelli della crisi – il valore medio delle nuove iscrizioni è sceso a 20.485 unità.

 

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