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Il regime fiscale per gli eBook

di Mirko Spadoni

4824411391_f3d59df446L’Italia intende seguire l’esempio di Francia e Lussemburgo. La commissione Bilancio della Camera ha dato il suo via libera all’emendamento alla legge di Stabilità che riduce l’IVA sugli eBook dal 22% al 4%. Equiparando, di fatto, i libri digitali a quelli cartacei. Secondo una stima, contenuta nella relazione tecnica alla proposta di modifica, l’Erario dovrà così rinunciare a 7,2 milioni di euro su un fatturato di 40 milioni stimato nel 2013. Come è stata trovata la copertura? Attingendo dal fondo per gli interventi strutturali di politica economica.
L’Italia ha così seguito l’esempio del governo francese che – contravvenendo a quanto stabilito dalla Commissione europea – ha ridotto l’IVA sui libri al 7% (dal 19,6%), e del Lussemburgo, che ha introdotto una tassazione al 3%. Bruxelles ha poi aperto una procedura di infrazione nei confronti dei due Paesi, pienamente convinti di aver fatto la scelta giusta. Il motivo: la riduzione dell’aliquota ha determinato una riduzione dei prezzi. Quanto deciso dalla commissione Bilancio della Camera verrà accolto con un sorriso dai tanti editori che finalmente potranno sfruttare appieno le potenzialità degli eBook. Un libro in versione digitale permette “all’editore – come ricordato dal Corriere della Sera solo qualche giorno fa – di risparmiare sui costi di stampa, stoccaggio e trasporto che pesano per il 13% sul prezzo di copertina. Purtroppo il vantaggio di non dover sopportare questi oneri viene più che annullato dallo svantaggio dell’aliquota IVA, superiore del 18% a quella dell’edizione cartacea”.
Equiparare (dal punto fiscale) gli eBook ai libri tradizionali potrebbe offrire maggiori vantaggi ai lettori italiani, molti dei quali sono ancora fedeli alla carta. Secondo una recente rilevazione condotta da Nielsen, il 37% dei lettori preferisce spendere il proprio denaro per acquistare la versione cartacea di un libro. Si tratta, anche se in calo del 9% nel 2013 rispetto al 2012, della maggioranza dei lettori. Agli eBook sono ricorsi il 2%, percentuali basse eppure in crescita del 14%. I lettori sono diminuiti anch’essi del 9% (21,9 milioni, 42%) e aumentati nel secondo caso del 17% (1,9 milioni, 3,6%). Favorire la diffusione degli eBook potrebbe essere uno strumento utile per incrementare la quota dei lettori in Italia, scesa al 43% nel 2013 rispetto al 46% dell’anno precedente. Secondo l’ISTAT (La produzione e la lettura di libri in Italia), 24 milioni di italiani di 6 anni e più hanno dichiarato di aver letto (nei 12 mesi precedenti all’intervista) almeno un libro “per motivi non strettamente scolastici o professionali” nel 2013. Esistono però ampie differenze territoriali: “nelle regioni settentrionali legge oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (50,1% nel Nord-ovest e 51,3% nel Nord-est), mentre nel Sud e nelle Isole – conclude l’ISTAT – la quota di lettori è pari solo al 30,7%”.

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