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Un freno alla caduta dei consumi

consumiI dati raccolti dall’Indicatore dei consumi della Confcommercio sembrano confermare quanto già certificato dall’Istat riguardo le vendite al dettaglio: le famiglie italiane stanno lentamente ricominciando a spendere. A testimoniarlo anche l’indice che misura la fiducia dei consumatori (sempre dell’Istat) che ha alzato l’asticella dai 99,9 punti di dicembre ai 104 di gennaio.
Come le vendite al dettaglio hanno dato un accenno di ripresa, mettendo a segno un lieve +0,1% a novembre su ottobre (troppo lieve per parlare di ripresa vera e propria, soprattutto se si guarda al dato tendenziale, -2,3%, e al periodo gennaio-novembre, -1,4%), così i consumi hanno registrato un forte rallentamento della caduta.
Nel corso dei dodici mesi appena terminati i consumi sono infatti scesi dello 0,7%, una contrazione lieve se paragonata al -6,7% accumulato nel biennio 2012-2013.
Considerando solo il mese di dicembre il calo è stato nettamente più live: si è riscontrato un -0,1% rispetto a novembre e un -0,8% rispetto allo stesso mese del 2013. Il -0,1% registrato è il risultato di una sorta di bilanciamento tra la lieve crescita della domanda di servizi (+0,1%) e il calo di quella per i beni (-0,2%).
Rispetto a novembre, guardando le singole tipologie di beni e servizi, l’aumento maggiore lo hanno riportato le voci Beni e servizi per la mobilità, con un +0,5%, e Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa, con un +0,2%. Meno marcata la crescita di Beni e servizi ricreativi e Abbigliamento e calzature: entrambe le voci hanno riportato un +0,1%.
Beni e servizi per le comunicazioni e Alimentari e tabacchi hanno invece registrato un calo dello 0,5%. Discesa dello 0,3% per i consumi relativi ai Beni e servizi per la casa e per quelli relativi ai Beni e servizi per la cura della persona.
Confrontando i dati di dicembre 2014 con quelli dello stesso mese dello scorso anno, i servizi hanno registrato un calo dell’1,3% mentre i beni dello 0,6%. Le uniche due voci positive sono quelle dei Beni e servizi per le comunicazioni, +1,9%, e Beni e servizi per la mobilità, +1,4%. Cali significativi per Beni e servizi per la casa (-1,7%) e per la cura della persona (-1,2%); alimentari, bevande e tabacchi (-1,4%); e alberghi, pasti e consumi fuori casa (-1,3%).
Secondo il Codacons tra il 2007 ed oggi i consumi sono scesi di circa 80 miliardi di euro (3.300 euro a famiglia all’incirca). I settori maggiormente colpiti sono stati quello dei trasporti, sceso di 23 punti percentuali, quello dell’abbigliamento e delle calzature, del 17%; e quello degli elettrodomestici (-12%). Per risalire la china, e riguadagnare così il terreno perduto, spiegava invece Confesercenti, serviranno non meno di sette anni.
Sul fronte degli alimenti che, come abbiamo visto, è un comparto che nel 2014 ha perso lo 0,5%, arrivano lievi rassicurazioni riguardo una possibile inversione di rotta: secondo le stime della società Iri, presentate al convegno Consumi Food 2015, il settore potrebbe assistere nel corso del 2014 ad una crescita dei consumi pari allo 0,3%, in termini di volumi di vendita, e dello 0,9%, in termini di fatturato.

(articolo pubblicato il 5 febbraio 2015 su Tgcom24)

 

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