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Imposte immobiliari: nel 2014 gettito di 42 miliardi

La tassa di proprietà sugli immobili genera quasi la metà delle entrate totali, il 18% arriva dalle tasse “reddituali” mentre l’11% dalla TASI
di Matteo Buttaroni

imu_triseNel 2014 l’ammontare del gettito derivato dalle tassazione immobiliare è stato di 42,1 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 38,4 miliardi di euro del 2013 ma sostanzialmente invariato rispetto ai 42,3 miliardi di euro del 2012. L’aumento rilevato tra 2013 e 2014 è legato all’introduzione della TASI. È quanto spiega l’Agenzia delle Entrate nel Rapporto Gli immobili in Italia 2015.
Come ricorda l’analisi sono cinque le categorie di imposte che gravano sul panorama immobiliare italiano: quelle sul reddito prodotto dalla proprietà o dal possesso del bene (IRPEF e IRES), quella sulla proprietà del bene (l’IMU), quella sui servizi pubblici ai proprietari (o servizi indivisibili ,la TASI), quella sui trasferimenti a titolo oneroso o gratuito (nel primo caso l’IVA, il registro, l’ipotecaria e la catastale; nel secondo le tasse sulle successioni e sulle donazioni) e quelle sulle locazioni (quindi la cedolare secca, l’imposta di registro e il bollo sui contratti di locazione).
Solo l’IMU nel corso del 2014 ha generato qualcosa come 19,3 miliardi di euro di gettito (il 46% del gettito complessivo), la TASI ha invece contribuito con 4,6 miliardi di euro (l’11% del totale). Se sommate queste due imposte hanno generato, nell’anno appena concluso, un gettito di 23,9 miliardi di euro, una cifra più o meno simile a quella registrata nel 2012 (23,8 miliardi).
La reintroduzione nella base imponibile, con la Legge di Stabilità 2014, dei redditi degli immobili non locati ad uso abitativo che si trovano nello stesso Comune di residenza, ha portato ad un aumento delle imposte IRPEF e IRES, tanto da far passare il gettito dai 6,4 miliardi di euro del primo anno preso in considerazione ai 7,2 miliardi del secondo. Le imposte di tipo reddituale rappresentano il 18% del gettito totale (il 16% solo l’IRPEF).
In lieve aumento anche le imposte sui trasferimenti, passati dagli 8,7 miliardi del 2013 agli 8,9 del 2014, mentre scende il gettito generato dalle imposte sulle locazioni. In questo caso si è passati dai 2,3 miliardi di euro generati nel 2012, ai 2,2 miliardi del 2013, per scendere ulteriormente nel 2014 a 2,1 miliardi di euro. Per quanto riguarda le tasse relative ai trasferimenti l’IVA rappresenta il 10% del totale delle entrate derivate da imposte immobiliari;, le imposte di registro e bollo costituiscono valgono invece il 6% del totale. Le imposte di successione e donazione hanno generato solo l’1% del gettito mentre quelle ipotecarie e catastali il 3%.
La situazione economica degli ultimi anni (dal 2008 in poi) ha mutato molto la tassazione immobiliare italiana. Secondo i dati riportati dall’Ocse l’incidenza della tassazione sul Pil si attestava al 4,6% nel 2000 (2,3% in Germania, 6,3% in Spagna, 6,9% Francia e 11,6% nel Regno Unito), al 4,8% nel 2010 (2,3% in Germania, 6,4% in Spagna, 8,5% in Francia e 12% nel Regno Unito), mentre è salita notevolmente nel 2012, al 6,2% (2,4% in Germania, 6,2% in Spagna, 8,6% in Francia e 11,8% nel Regno Unito). Dal confronto si può notare come in Italia, al contrario degli altri principali Paesi, nel 2012 la percentuale sia notevolmente aumentata.

(articolo pubblicato il 19 febbraio 2015 su Tgcom24)

 

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