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Il settore delle costruzioni ancora in difficoltà

posto di lavoroEppur si muove. Anche a gennaio l’indice della produzione nelle costruzioni è aumentato dell’1% rispetto a dicembre 2014, confermando così un trend al recupero cominciato proprio allo scadere dello scorso anno. Nell’ultimo mese del 2014, infatti, fu rilevato un incremento della produzione del 2,3%.
Resta però l’altra faccia della medaglia che conferma, piuttosto, l’andamento nel suo complesso negativo del settore delle costruzioni. Su base annua, a dicembre 2014, l’indice della produzione era in calo del 5,2%; a gennaio diminuisce rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del 2,4%. E ad ogni modo, nell’arco del 2014, la flessione è stata del 6,9%. Dunque i dati al rialzo di dicembre e di gennaio rappresentano al momento nient’altro che un lieve recupero rispetto al crollo dei mesi passati, comunque un’inversione di tendenza da considerare positivamente.
Quello delle costruzioni è uno dei settori di attività economica che ha registrato le più evidenti difficoltà derivanti dalla crisi. Le ripercussioni che ha subìto comprendono sia il numero di occupati, diminuito costantemente, sia le ore lavorate che hanno registrato una contrazione più marcata. Mentre nell’industria, nei servizi e nell’agricoltura nel 2014 le ore lavorate sono rimaste stabili o hanno avuto un rialzo, nelle costruzioni si è rilevata un’ulteriore discesa. Il trend è stato il medesimo in termini occupazionali.
Sulla base dei dati Istat, l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) osservò che solo nel 2013 si registrò una contrazione del comparto del 7,6% rispetto al 2012, ovvero 18 mila imprese in meno. Dal 2008 al 2013 sono uscite dal mercato circa 68 mila imprese con oltre un addetto.
Nel confronto con gli altri settori di attività economica, per l’industria il calo è stato del 3,7%, nel commercio, trasporti, alloggio e ristorazione e negli altri servizi i cali si sono attestati, rispettivamente, al 3,7% e all’1,5%. Il sistema economico nel suo insieme ha mostrato, nel medesimo periodo di riferimento, una riduzione del 3,7% rispetto al 2012.

(articolo pubblicato il 18 marzo 2015 su Tgcom24)

 

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