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L’improvvisa flessione dell’export

exportSe alcuni indicatori sembrano individuare una lenta ripresa, il bastone tra le ruote questa volta arriva dall’indice che finora faceva ben sperare: quello del commercio estero, componente trainante della nostra economia.
Certo, la bilancia commerciale è ancora in attivo e nessun Paese nell’Eurozona, Germania a parte, può vantare un andamento migliore di quello dell’Italia nel 2014, ma a gennaio si è registrata la prima flessione, dopo alcuni mesi, delle esportazioni.
Il 2015, in questo senso, non è infatti iniziato nel migliore dei modi: le vendite verso l’estero sono scese del 2,5% sul mese precedente (quando si era registrato un +2,6% su novembre), mentre le importazioni sono avanzate di un punto percentuale.
Mentre in termini congiunturali una flessione delle esportazioni si era già registrata a novembre (-1,1% e -0,1% per l’import), in termini tendenziali il primo mese dell’anno, con un -4,2%, ha registrato il primo crollo da agosto 2014: dopo il -2,7% registrato nel mese estivo, le esportazioni sono sempre salite (a settembre +7,4%, a ottobre +2,9%, a novembre +1,7% e a dicembre +6,3%).
La débacle di gennaio è da ascrivere soprattutto al calo del 32,6% registrato alle vendite di prodotti petroliferi raffinati, al -6,5% dei metalli di base e prodotti di metallo (escluse macchine e impianti) e al -6% di macchinari e apparecchi. Inoltre, il calo sostanziale delle esportazioni ha riguardato sia quelle verso i Paesi Ue e quelle verso i Paesi extra-Ue. Di contro, è importante l’aumento del 22,9% riportato dalle vendite all’estero di autoveicoli.
Riguardo le importazioni invece, gennaio ha visto il primo aumento congiunturale degli ultimi quattro mesi: a settembre, infatti, l’istat aveva rilevato l’ultimo segno “più” (quando le esportazioni crebbero dell’1,5% e le importazioni dell’1,6%).
In termini tendenziali invece si è registrato un calo del 4,2%. La flessione ha riguardato maggiormente l’area extra-Ue con un -8,5%. Il deficit con i Paesi extra-europei e il surplus con quelli Ue hanno fatto posizionare la bilancia commerciale in attivo di 219 milioni di euro.
Un risultato che si va a sommare al surplus di 42 miliardi di euro registrato nell’intero 2014. L’aumento dell’avanzo rispetto al 2013, 14 miliardi di euro in più, è stato possibile grazie all’aumento del 2% annuo delle esportazioni: un risultato inferiore solo a quello della Germania (+4%), mentre Spagna, Francia e la media dell’Eurozona hanno riportato crescite inferiori (rispettivamente +1,5%, +0,4% e +0,5%).

(articolo pubblicato il 18 marzo 2015 su Tgcom24)

 

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