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Acqua, rifiuti e trasporti: servizi sempre più cari

autobusServizi più costosi e, talvolta, non particolarmente soddisfacenti. Così le aspettative dei cittadini vengono disattese e all’esborso sostenuto non corrisponde un’adeguata efficienza. Le aree critiche individuate dall’ufficio studi di Confartigianato, che ha analizzato le partecipazioni delle Amministrazioni locali, compongono dunque un quadro a tinte fosche.
Iniziamo con il dire che in cinque anni le tariffe dei Servizi a regolamentazione locale sono cresciute del 21,3%, ovvero – spiega l’ufficio studi di Confartigianato – “pari a 13,5 punti percentuali in più rispetto al 7,8% registrato per l’indice generale dei prezzi al consumo”. Nei cinque anni, inoltre, quelle per i Servizi pubblici locali non energetici (che comprendono fornitura acqua, raccolta rifiuti e trasporto civile su strada) sono aumentate del 25,9% quando nell’Eurozona l’incremento è stato del 13,3%.
Entrando più nello specifico, anno di riferimento il 2013, il 28,1% delle famiglie “segnala la presenza del problema della sporcizia nelle strade nella zona in cui vive” con costi di spazzamento e lavaggio che ammontano a 22,8 euro per abitante. Osserva l’ufficio studi di Confartigianato che la differenza di giudizio rilevata nelle regioni italiane, rispetto al servizio erogato, passa dal Veneto con il 17,9% di famiglie che segnala la sporcizia nelle strade e un costo di spazzamento e lavaggio strade per abitante di 14,4 euro (il più basso delle nove maggiori regioni, si precisa) al Lazio, dove la quota di famiglie che lamenta il medesimo problema si attesta al 42,4% mentre il costo per lavaggio e spazzamento strade raggiunge i 46,3 euro per abitante.
Il Lazio, poi, è maglia nera anche per quanto riguarda il costo medio per km percorso per il trasporto urbano (7,59 euro/km), mentre il livello minimo (1,49 euro/km) si registra nelle Marche. L’Italia, ricorda Confartigianato, occupa la 25esima posizione in Europa per soddisfazione dei cittadini del trasporto pubblico.
Una criticità, rileva quindi Confartigianato, riguarda le 7.000 società pubbliche locali “di troppo”. Anche perché il 39% del totale ha meno di sei dipendenti e il 62% delle partecipate in energia, gas, acqua e rifiuti ha un valore della produzione inferiore ai 10 milioni, per un totale del 7% della produzione totale. In 2.671 società partecipate da Comuni le persone che siedono nel Consiglio di amministrazione sono più dei dipendenti e, a ben vedere, in 1.213 società non vi sono dipendenti ma solo consiglieri di amministrazione. Nel complesso la spesa delle imprese pubbliche locali è pari al 4,3% del Pil.

(articolo pubblicato il 25 marzo 2015 su Tgcom24)

 

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