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Cresce il costo dell’acqua in Italia

acquaL’Italia ha tempo fino al prossimo anno. Se non adeguerà, rendendolo più efficiente nella depurazione delle acque reflue, il sistema idrico che attraversa il Paese, rischia di dover pagare infatti una sanzione all’Unione europea. Le risorse da poter investire ci sono, spiega Federutility. Secondo cui sarebbe comunque necessario un adeguamento delle tariffe che, nonostante i rincari certificati dall’Istat solo qualche giorno fa, restano le più basse d’Europa.
Il prossimo anno, il nostro Paese rischia di dover pagare all’Ue una sanzione da 485 milioni di euro l’anno fino a quando non metterà in norma il sistema idrico italiano per il trattamento delle acque reflue urbane. Federutility, che riunisce circa 400 imprese italiane di servizi pubblici locali dei settori idrico ed energetico, ha quantificato la spesa necessaria: circa 20 miliardi da investire nei prossimi sei anni.
Al momento, osserva Federutility, la media degli investimenti realizzati dai gestori dei servizi idrici è di 34 euro per abitante. Molto al di sotto rispetto alla spesa media necessaria per sviluppare adeguatamente le infrastrutture (stimata ad almeno 50 euro ad abitante) e di gran lunga inferiore rispetto a quella di Germania (80 euro), Francia (90) e Gran Bretagna (100 euro).
Oltre a chiedere l’impiego dei fondi stanziati e non ancora utilizzati, Federutility, le cui associate forniscono acqua attualmente a circa il 75% della popolazione, ha sottolineato la necessità di stabilire un leggero aumento (salvaguardando le fasce più deboli) delle tariffe che, nonostante i rincari certificati dall’Istat solo qualche giorno fa, rimangono tra le più convenienti d’Europa: su 28 Paesi siamo gli ultimi insieme alla Romania.
Secondo l’Istituto di statistica, infatti, la spesa per l’acquisto dell’acqua per l’abitazione principale e che quindi include tutti gli usi domestici è raddoppiata nel corso degli ultimi anni. Quest’ultima è passata infatti dai 12,16 euro al mese del 2008 ai 21,18 del 2013. Quella minerale appare più conveniente, con un costo pari a 11,42 euro mensili: il 4,5% in meno rispetto al 2012.
Stando ad uno studio dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, i costi sostenuti dagli italiani sono decisamente più consistenti. Mediamente, infatti, una famiglia spenderebbe 355 euro l’anno (+52,3% rispetto al 2007) per il servizio idrico integrato. Gli italiani sarebbero quindi chiamati ad affrontare un esborso superiore a quello certificato dall’Istat, specie nelle regioni centrali del Paese, dove la spesa è generalmente più alta con una media di 468 euro l’anno. I dati, precisano gli analisti di Cittadinanzattiva, sono riferiti ad un nucleo familiare composto da tre persone con un consumo annuo di 192 metri cubi d’acqua e comprensivi di Iva al 10%.

(articolo pubblicato il 25 marzo 2015 su Tgcom24)

 

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