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Salone del Mobile: segnali incoraggianti

legno_arredoIl mercato è ancora in sofferenza, ma si cominciano a vedere i primi segnali di ripresa. Al Salone del Mobile 2015, giunto ormai alla 54esima edizione e in programma fino al 19 aprile, vige l’ottimismo. Perché dopo anni di evidente difficoltà il primo trimestre dell’anno sta offrendo spunti di rinnovata vitalità, soprattutto grazie all’export.
Nei padiglioni della Fiera di Rho sono attesi oltre 300 mila visitatori da più di 160 paesi per 2.106 espositori. Ma come se la passa il settore del legno arredo?
Il fatturato alla produzione della filiera ha subito nel 2014 una variazione negativa rispetto al 2013 del 2% a causa soprattutto del mercato interno (-4%), mentre il fatturato derivante dalle esportazioni ha registrato una crescita del 4,7% (dati Centro Studi Federlegno). Gli addetti del settore sono invece diminuiti dello 0,7% e il saldo delle imprese è negativo (-1,4%).
Tuttavia il quadro, seppure tra alti e bassi, mostra una risalita nei primi mesi del 2015. Molto grazie alla svalutazione dell’euro per cui già nel mese di dicembre le esportazioni verso gli Stati Uniti erano aumentate del 47% a fronte di un incremento complessivo, nello stesso periodo di riferimento, pari al 12%.
I numeri, però, non devono indurre in errore. Come già osservato nel recente dossier 10 verità sulla competitività italiana di Fondazione Symbola, Unioncamere, FederlegnoArredo e Fondazione Edison, è opportuno ricordare che dal 2008 al 2013 l’Italia ha aumentato l’export del 16,5% facendo meglio di Germania (11,6%) e Francia (5,9%). In pratica il nostro paese è tra i cinque al mondo che vantano un surplus commerciale manifatturiero superiore a 100 miliardi di dollari.
E uno dei settori trainanti dell’economia e dell’export nazionale è proprio il legno arredo. Con oltre dieci miliardi di surplus, l’industria italiana del mobile è seconda nella graduatoria mondiale, preceduta solo dalla Cina. Inoltre, con 56,4 milioni di euro investiti, il settore può vantare anche il primato europeo per spesa in ricerca e sviluppo. In conclusione: l’industria italiana del mobile genera un valore aggiunto che vale quanto quelli di Francia, Spagna e Svezia sommati insieme.
Le stime per il 2015 prevedono un miglioramento in tutte le componenti: le esportazioni potrebbero arrivare a crescere del 5%, il fatturato potrebbe mettere a segno un +2% dopo il -2 registrato nel 2014, e i consumi interni potrebbero rallentare la caduta.

(articolo pubblicato il 15 aprile 2015 su Tgcom24)

 

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