A maggio il barile di greggio a sfiorato i 70 dollari | T-Mag | il magazine di Tecnè

A maggio il barile di greggio a sfiorato i 70 dollari

L’Arabia Saudita non riesce nel suo intento: gli Stati Uniti, sempre più autosufficienti, sono scesi al secondo posto nella classifica dei Paesi importatori
di Matteo Buttaroni

petrolioL’andamento altalenante delle quotazioni petrolifere e il recente aumento del prezzo al barile, arrivato a sfiorare i 70 dollari al barile (valore simile a quello di novembre, mese in cui l’Opec decise di lasciare invariata la produzione di greggio), hanno dato vita ad alcuni cambiamenti, anche se non sono quelli propriamente sperati dall’Opec.
Ma andiamo con ordine: nel novembre scorso i Paesi dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec) si sono riuniti per decidere se chiudere o meno i rubinetti petroliferi per far rialzare i prezzi, scesi in seguito al crollo della domanda causato dalla situazione economica globale, in particolar modo dell’Eurozona, e al progressivo aumento dell’autosufficienza petrolifera degli Stati Uniti che hanno aumentato la propria produzione di 340 mila barili al giorno rispetto a novembre.
E così, quelli che un tempo erano i primi importatori di greggio al mondo sono stati superati ultimamente dalla Cina. Ad aprile gli Stati Uniti hanno importato 7,2 milioni di barili al giorno, contro i 7,4 milioni importati da Pechino. Una quantità di greggio che ha stupito gli analisti che, considerate le ultime performance dell’economia asiatica (nel 2014 il Pil è cresciuto del 7%, il dato più basso degli ultimi anni), si aspettavano un rallentamento della domanda di greggio.
E’ anche vero però che i primi segnali di “cedimento” da parte degli Stati Uniti hanno cominciato a manifestarsi. Sempre rispetto a novembre si è registrato un calo degli investimenti nel settore del 30% e del 60% nel numero delle trivelle attive negli States.
L’Italia da tutto ciò ha solo che da guadagnarci. Secondo Confindustria una permanenza dei prezzi ai livelli attuali (intorno ai 60 dollari al barile) si rifletterebbe in una crescita aggiuntiva del Prodotto interno lordo pari allo 0,5% nel corso del 2015 e dell’1,1% per il 2016.
Infatti, grazie al ribasso del prezzo del greggio il nostro Paese risparmia, senza contare il calo della bolletta del gas importato, 24 miliardi di euro all’anno.

(articolo pubblicato l’11 maggio su Tgcom24)

 

Scrivi una replica

News

Coronavirus, la Francia anticipa il coprifuoco alle 18

Il virus continua a costringere i governi ad adottare misure più stringenti per contenere la pandemia: dopo la Cina, che ha imposto il lockdown in…

15 Gen 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Paesi Bassi: si è dimesso il governo guidato da Rutte

Il governo olandese si è dimesso. Lo ha annunciato il premier Mark Rutte, in carica dal 2010. Fatale uno scandalo che ha coinvolto circa 20mila…

15 Gen 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, misure più dure per entrare in Belgio dai Paesi extra Ue

Il Belgio, a causa del protrarsi della pandemia, ha inasprito le regole per l’ingresso dai Paesi extra Ue, incluso il Regno Uniti.  In concreto, ai…

15 Gen 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, Berlino: «Prendere molto sul serio la mutazione del virus»

«Il governo osserva con grande attenzione gli effetti della mutazione del Covid, che si è diffusa in Gran Bretagna e Irlanda, e anche i Laender…

15 Gen 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia