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Il Rapporto mensile dell’Abi: segnali positivi dalle erogazioni bancarie

Ad aprile 2015 l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.825,8 miliardi di euro è nettamente superiore, di quasi 132 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.693,9 miliardi di euro.
Segnali positivi emergono per le nuove erogazioni di prestiti bancari: sulla base di un campione rappresentativo di banche (78 banche che rappresentano circa l’80% del mercato) i finanziamenti alle imprese hanno segnato nel primo trimestre del 2015 un incremento di circa il +8,1% sul corrispondente trimestre dell’anno precedente (gennaio-marzo 2014). Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili sempre nello stesso trimestre si è registrato un incremento annuo di +50,4% rispetto al medesimo trimestre dello scorso anno. Nell’analogo periodo, le nuove operazioni di credito al consumo hanno segnato un incremento del +8,6%. Ad aprile 2015 il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione di -0,8% nei confronti di aprile 2014, -1% il mese precedente e migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Questo di aprile 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese è il miglior risultato da maggio 2012. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.825,8 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.407 miliardi di euro.
Ad aprile 2015, i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora più bassi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,54%, minimo storico (3,56% il mese precedente; 6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,64% (2,69% il mese precedente e segnando il valore più basso da settembre 2010; 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato al 2,34% (il valore più basso da giugno 2010) dal 2,27% di marzo 2015 (5,48% a fine 2007).
A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta, le sofferenze lorde sono risultate a marzo 2015 pari a quasi 190 mld, dai 187,3 mld di febbraio 2015. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 9,8% a marzo 2015 (8,6% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 16,6% per i piccoli operatori economici (14,6% a marzo 2014; 7,1% a fine 2007), il 16,7% per le imprese (14% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 7,1% per le famiglie consumatrici (6,4% a marzo 2014; 2,9% a fine 2007). Le sofferenze nette registrano a marzo 2015 un lieve aumento, passando da 79,3 miliardi di febbraio a 80,9 miliardi di marzo. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,42% a marzo 2015 dal 4,38% di febbraio 2015 (4,12% a marzo 2014; 0,86%, prima dell’inizio della crisi).
In Italia diminuisce, su base annua, la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni, (ad aprile 2015: -14%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di 69,6 miliardi di euro) il che penalizza l’erogazione dei prestiti a medio e lungo termine. Mentre i depositi aumentano – sempre a fine aprile 2015 – di 41,6 mld di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +3,4%, +3,5% a marzo 2015). L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra ad aprile 2015 una diminuzione di circa 28 mld di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -1,6% (-1,6% anche a marzo 2015), risentendo della dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine (cfr. Tabella 2). Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.693,9 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di oltre 181 miliardi.
Ad aprile 2015 il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all’1,36% (1,37% a marzo 2015; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo 0,63% (0,65% a marzo 2015), quello sui PCT all’1,37% (1,37% anchea marzo 2015). Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 3,07% dal 3,06% del mese precedente.
Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, ad aprile 2015 è risultato pari a 218 punti base (219 punti base a marzo 2015). Prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007).

(fonte: Abi)

 

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