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Perché investire nella banda ultra larga

banda_largaUn primo passo verso una maggiore diffusione della banda ultra larga in Italia è stato fatto: giovedì 6 agosto, ad esempio, il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, ha stanziato 2,2 miliardi di euro per gli interventi immediati. A questi soldi se ne aggiungeranno degli altri, che andranno utilizzati per accrescere il numero delle connessioni internet ad alta ed altissima velocità. A trarne beneficio saranno l’economia, le imprese e i cittadini.
Il governo intende garantire – in linea con gli obiettivi posti dall’Agenda digitale europea, del resto – la sottoscrizione da parte di almeno il 50% della popolazione di servizi a più di 100 mbps e di portare il 100% della popolazione ad almeno 30 mbps entro il 2020. Per farlo sono stati stanziati complessivamente 12 miliardi di euro, di cui 5 privati e 7 pubblici. Di questi ultimi 4,9 verranno da iniziative del governo e 2,1 dai Fondi strutturali Regionali, ha spiegato il premier Renzi.
Una volta portato a termine il piano, l’Italia potrà colmare il divario che attualmente la separa dal resto dei partner europei. Secondo i dati della Commissione europea, che considera il numero di sottoscrizioni tra privati ed imprese aggiornato al 2014, l’Italia è agli ultimi posti sulla diffusione della banda larga ad alta velocità (velocità pari o superiore a 30megabit al secondo, mbps) e al penultimo posto per quanto riguarda la diffusione della banda ultra larga veloce (velocità pari o superiore a 100mbps). Soltanto la Grecia fa peggio di noi.
I benefici economici non dovrebbero mancare. Uno studio della Ericsson, condotto in collaborazione con Arthur D. Little e la Chalmers University of Technology, ha quantificato l’impatto della velocità della banda larga sull’economia di 33 Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (Ocse). Ebbene, rileva il dossier, il raddoppio della velocità di connessione a banda larga genera un aumento del Prodotto interno lordo (Pil) dello 0,3%, che equivale a 126 miliardi di dollari.
Dunque la diffusione della banda larga fa bene all’economia: ad esempio, sempre secondo le stime della Ericsson e di Little, ogni incremento del 10% del tasso di penetrazione della banda larga garantisce una crescita aggiuntiva del Pil dell’1% e consente la creazione di ottanta nuovi posti di lavoro.
Oltre a stimolare l’occupazione, una connessione internet più veloce, spiegava qualche tempo fa il ministero dello Sviluppo economico (Mise), migliora la qualità dei singoli cittadini e permette alle aziende di aumentare la propria produttività. Elementi più che sufficienti per comprendere l’insistenza ad incentivarne la diffusione rivolti dalla Commissione europea. Secondo cui, il ritardo con cui si diffonde Internet ad alta ed altissima velocità ha ripercussioni negative sulla capacità dell’Ue di innovare, diffondere conoscenza e di permettere ai cittadini di usufruire di servizi online, inclusi quelli pubblici essenziali.

(articolo pubblicato il 10 agosto 2015 su Tgcom24)

 

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