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Le microimprese e il passaggio generazionale

lavoro_fabbricaOltre 128 mila microimprese italiane vivranno – o lo hanno già fatto di recente – un momento delicato della loro esistenza: tra il 2012 e il 2016, infatti, affronteranno il passaggio generazionale e (naturalmente) dovranno fare i conti con tutto ciò che ne consegue.
Secondo un dossier l’ufficio studi di Confartigianato, elaborato su dati dell’Istat, nel nostro Paese, sono oltre 128 mila le microimprese – ovvero le imprese che impiegano meno di 10 addetti, con un fatturato annuo non superiore ai 2 milioni di euro – a conduzione familiare che affrontano un passaggio generazionale nel periodo compreso tra il 2012 e il 2016: il 18,2% del totale, in pratica.
Il fenomeno interesserà moltissimo il Mezzogiorno. Con 1.065 imprese, infatti, la Basilicata è la prima Regione per aziende con meno di dieci addetti che vivranno il passaggio generazionale entro il 2016. Seguono la Sicilia e Molise, rispettivamente con 8.771 e 663 micro-imprese, che dovranno affrontare – o lo hanno già fatto – una fase molto delicata.
Del resto, come osserva Confartigianato, il passaggio generazionale è caratterizzato soprattutto da trasmissione di competenze, capitale umano e know how, valori fondamentali per le microimprese, che in Italia – come ricordato dall’Istat nel dossier Il sistema delle imprese – Effetti della crisi e potenzialità di crescita – assorbono il 46,1% dell’occupazione complessiva: un dato enormemente più elevato rispetto alle altri grandi economie europee.
Inoltre, il passaggio generazionale coincide con l’ingresso in azienda dei lavoratori più giovani, il più delle volte maggiormente propensi all’utilizzo delle nuove tecnologie e dell’innovazione. Innovazione alla quale una microimpresa su tre non ha voluto rinunciare anche negli anni della crisi economica.
Secondo l’Istat, nel triennio 2009-2011, il 32,3% delle microimprese ha introdotto almeno un’innovazione. L’industria (42,5%), il commercio (32,3%) e i servizi (30,9%) sono stati i settori più innovativi. Mentre l’innovazione nell’organizzazione, nelle strategie di marketing o nei prodotti sono state le forme prevalenti di innovazione adottate dalle microimprese.

 

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