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Riparte il mercato immobiliare in Italia

immobiliareIl mercato immobiliare italiano riparte. Magari non ai livelli pre-crisi, ma dà rinnovati segnali di vitalità. Gli ultimi dati Istat, infatti, registrano una crescita tanto delle compravendite quanto dei mutui, che salgono di oltre il 23%.
Da noi il mercato immobiliare non sempre viene osservato con le dovute attenzioni, eppure è da considerarsi un termometro affidabile sullo stato di salute di un’economia. Ne sanno qualcosa negli Stati Uniti dove la crisi ha avuto inizio, tra il 2007 e il 2008 per poi contagiare anche l’Europa, proprio a causa delle insolvenze dei mutui subprime, concessi dagli istituti di credito per l’acquisto di beni immobili a garanzie personali limitate.
Il mercato immobiliare nel suo complesso coinvolge diversi attori e diverse sfere di un sistema economico, dunque una sua risalita dopo una prolungata fase di crolli vertiginosi – come è ora nel nostro caso – non è notizia da far passare in secondo piano.
La crisi del mattone in Italia dura da circa dieci anni, ma con l’aggravarsi della situazione economica le cose sono anche peggiorate. Nel 2014 era stato riscontrato un lieve miglioramento per via di alcune specifiche misure e variabili quali la riduzione dei prezzi delle abitazioni (proseguita sulla scia di quanto già avvenuto nel periodo precedente), la diminuzione dei tassi di interesse e un più facile accesso al credito dopo anni di stretta, pratiche inoltre favorite dalle recenti politiche monetarie della Banca centrale europea (Bce).
I dati adesso ci dicono che le convenzioni notarili di compravendita per unità immobiliari complessivamente considerate (161.357) riprendono ad aumentare, segnando un +6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dopo il calo del 3,6% registrato nel primo trimestre. Una situazione che interessa tutti i comparti immobiliari, le diverse ripartizioni territoriali e tipologie di centri urbani del paese.
L’incremento rispetto al 2014 è del 6,6% per i trasferimenti di immobili ad uso abitazione e accessori e dell’1,9% per i trasferimenti di proprietà immobiliari ad uso economico. Il 93,7% delle convenzioni rogate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo ed accessori (151.184), il 5,8% unità immobiliari ad uso economico (9.299) e lo 0,5% unità immobiliari ad uso speciale e multiproprietà (874).
Una ripartenza, insomma, è positiva soprattutto per le dinamiche virtuose che potrebbero derivare (innanzitutto una ripresa degli investimenti e il conseguente incremento di nuova occupazione), considerato il settore del “real estate” come un insieme di segmenti che operano in riferimento al mercato, dalla manutenzione alla valorizzazione del patrimonio immobiliare.
Di recente l’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate aveva indicato un recupero del 6,8% del mercato immobiliare. E secondo quanto emerso dall’ultimo Forum di Scenari Immobiliari il fatturato è previsto crescere in Italia del 3,7% nel 2015 e del 5,4% nel 2016.

 

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