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I buoni risultati dell’economia tedesca

di Matteo Buttaroni

angela_merkelSi tratta di un dato ancora provvisorio, ma nel 2015 la Germania potrebbe aver messo a segno una crescita dell’1,7%, in accelerazione rispetto al +1,6% (dell’anno precedente, registrando così il miglior dato degli ultimi quattro anni (+0,3% nel 2012 e +0,4% nel 2013), mantenendosi al di sopra della media dell’ultimo decennio, pari al +1,3%. Un ottimo risultato per la locomotiva d’Europa, dettato soprattutto dai consumi interni e dalla spesa pubblica, ma un po’ meno, a differenza del passato, dalle esportazioni.
Nonostante le esportazioni di beni e servizi siano cresciute del 5,7% in valore (+5,4% per le importazioni), il contributo al Pil del commercio con l’estero è stato di soli 0,2 punti percentuali, contro l’1% dei consumi interni (aumentati dell’1,9% rispetto al 2014) e lo 0,5% della spesa pubblica (cresciuta del 2,8%).
Va comunque sottolineato che, negli scorsi mesi, anche la Germania ha accusato, dal punto di vista delle esportazioni, il rallentamento della Cina e l’embargo russo (scattato in seguito alle sanzioni). Ad aprile 2015, per esempio, le esportazioni tedesche sono diminuite del 5,2% rispetto al mese precedente, riportando il calo più consistente dal gennaio del 2009. Una serie di cali ha interessato anche i mesi successivi.
Buone notizie giungono poi dal mercato del lavoro: a dicembre il tasso di disoccupazione tedesco si è attestato al 6,3%, il numero dei disoccupati è diminuito di 14 mila unità (oltre le seimila indicate dalle stime).
A differenza di quanto osservato in Italia negli ultimi mesi (dove al calo dei disoccupati non sempre è corrisposto un aumento nel numero degli occupati, bensì degli inattivi), la diminuzione annua del numero dei disoccupati tedeschi (-104mila) ha portato ad un aumento degli occupati, arrivati a toccare quota 43,49 milioni a novembre per una media di 43,03 milioni nell’intero 2015 (+0,8% rispetto al 2014, +329 mila unità). In aumento, dello 0,5%, anche la produttività.
Non solo, la congiuntura positiva e le consistenti entrate fiscali, hanno generato un surplus di bilancio di 12,1 miliardi di euro (dunque un +0,5%), una cifra che in parte (a novembre il governo ha parlato di uno stanziamento pari a 6,1 miliardi) sarà impiegata per far fronte alle spese legate all’arrivo massiccio di migranti in Germania.

 

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