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Nel 2015 spese militari in aumento nel mondo

ElicotteroAumentano le spese militari nel mondo. Dopo quattro anni in cui il mercato aveva subito una contrazione, il 2015 segna un rialzo dell’1% per un totale di 1.676 miliardi di dollari, una fetta di mercato pari al 2,3% del Pil mondiale. Questo è quanto emerge dal tradizionale rapporto del centro di ricerca svedese Sipri (Stockholm International Peace Research Institute). Si tratta di una crescita consistente in Asia, Oceania, Europa centrale e in Medio Oriente, mentre diminuisce in Europa occidentale, in Africa e in America Latina. Al primo posto nella classifica delle spese militari troviamo gli Stati Uniti con 596 miliardi di dollari, anche se a fronte di una riduzione del 2% del budget. Al secondo posto vi è la Cina con 215 miliardi e un aumento del 7,4%. Terzo posto per l’Arabia Saudita caratterizzata da una crescita pari al 5,7% che si traduce in 87,2 miliardi. Quarto posto per la Russia con una aumento del 7,5% pari 66,4 miliardi di dollari.
Ma quali sono i fattori che hanno determinato un rialzo delle spese militari? Secondo il Sipri sono due i motivi: il primo è legato all’inasprimento delle tensioni politico-sociali in Est Europa, in Medio Oriente e nel Mar Cinese meridionale; il secondo è da imputare al prezzo del petrolio che, proprio a partire dal 2014, ha iniziato a scendere riducendo fortemente gli utili per i paesi produttori. Proprio a causa del prezzo del greggio le spese militari hanno subito una contrazione, ad esempio in Venezuela, -64%, in Angola, -42%, ma vi sono riduzioni significative anche per il Bahrain, Brunei, Kazakhstan e Sud Sudan. Diversamente, molti paesi esportatori, sempre nonostante la riduzione del prezzo del greggio, hanno continuato ad aumentare le spese militari, è il caso di Algeria, Russia, Vietnam e Arabia Saudita dove, considerando solo il suo intervento in Yemen, si parla di una spesa ad ora pari a 5,3 miliardi di dollari. Il Sipri afferma che per alcune nazioni del Medio Oriente non è stato possibile avere delle stime e dei dati precisi, ma si parla, solo per le nazioni i cui dati sono disponibili, di un aumento del 4,1%. L’Iraq è il paese in cui si è registrato il maggiore incremento, in particolare, nel periodo 2006 – 2015 sono cresciute del 536%: il più grande aumento mai registrato nel mondo per quel periodo storico.
Nel 2014 la Francia si trovava al quarto posto, mentre ora occupa solo, si fa per dire, la settima posizione dietro Inghilterra e India. E l’Italia? Il Bel paese si classifica al 12° posto con 23,8 miliardi di dollari pari allo 0,95% del Pil. Le spese militari italiane hanno subito un taglio superiore al 10%, il più forte registrato nella Ue. Nel complesso, in Europa occidentale le spese militari continuano a scendere, ma con un tono inferiore rispetto al passato, un cambiamento di tendenza dovuta alle tensioni con la Russia, vedi il caso Ucraina, all’organizzazione dello Stato Islamico e alla Nato. In Asia ci troviamo di fronte ad un mercato in forte rialzo, specialmente per nazioni come Indonesia, Filippine, Giappone e Vietnam come riflesso della ripresa delle tensioni con la Corea del Nord e la Cina. Il Sipri ha poi rilevato che solo con il 10% della somma spesa nel mondo per armi e affini (come abbiamo visto pari al 2,3% del Pil mondiale) i 193 stati membri delle Nazioni Unite potrebbero porre fine per sempre alla fame e alla povertà nel mondo entro il 2030. Infatti, secondo le stime dell’Onu, sono circa 800 milioni le persone che vivono in estrema povertà e soffrono la fame e, non a caso, i tassi di povertà più alti si registrano proprio nei paesi colpiti dalla guerra.

 

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