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Export: il contributo delle Pmi

pmi_crisi economicaL’ultimo rapporto di Rete Imprese Italia sottolinea un dato interessante: l’Italia è il Paese con la maggiore percentuale di export diretto realizzato dalle piccole e medie imprese (PMI). Il numero degli esportatori italiani di piccole dimensioni – nel nostro Paese ci sono ben 180mila imprese esportatrici che impiegano meno di 50 dipendenti – è superiore rispetto a quello registrato in Germania (158mila) e in Francia (105mila) tra le imprese della stessa fascia dimensionale.
L’analisi osserva che molte PMI italiane sono anche esportatrici indirette, in quanto legate a aziende grandi da rapporti di subfornitura o dalla produzione di intermedi. Dati alla mano, le piccole e medie imprese offrono così il loro (importante) contributo alle esportazioni italiane. Esportazioni che, pur facendo i conti con il rallentamento del commercio mondiale – nel 2014 gli scambi internazionali di beni (in volume) sono cresciuti del 2,8%, in linea con la debole dinamica degli scambi registrata nel biennio 2012-2013 –, sono cresciute nel corso degli ultimi anni: +2,6% nel 2014 (dati ISTAT).
Ma un ulteriore contributo alla crescita dell’export italiano delle PMI potrebbe arrivare dal commercio elettronico, che gli consentirebbe di estendere la platea di potenziali clienti. Ad oggi quanto valgono le esportazioni generate dall’e-commerce? Secondo uno studio dell’Osservatorio Export della School of Management del Politecnico di Milano, vale circa 6 miliardi di euro e rappresenta poco più del 4% delle esportazioni totali di beni di consumo.
La ricerca rileva una differenza sostanziale tra il peso dell’export online “diretto” e quello “indiretto”. Nel primo caso, dove l’interazione con il cliente finale è gestita da un operatore con ragione sociale italiana e dunque attraverso i siti dei produttori, i siti di retailer on-line o multi-canale o i marketplace “italiani” (come eBay.it), l’export vale 1,5 miliardi. Poca cosa rispetto ai 4,5 miliardi di euro riconducibili all’export on-line “indiretto”, riconducibile ai siti di eCommerce dei grandi retailer on-line stranieri (Zalando…), i grandi marketplace (Amazon ed eBay con domini stranieri) o i siti delle vendite private internazionali che acquisiscono prodotti in Italia per poi venderli in tutti i Paesi in cui sono presenti.

 

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