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In ripresa l’industria manifatturiera italiana nel 2016

produzione_industrialeLe ultime stime elaborate da Intesa San Paolo e Prometeia sul settore industriale lasciano presupporre una ripresa meno vulnerabile, soprattutto perché i risultati dell’anno in corso, relativi al fatturato dell’industria manifatturiera, non saranno più dettati da singoli fattori, ma da un andamento positivo di tutti i comparti. O quasi.
Lo scorso anno, spiegano infatti dal Centro Studi della banca, l’aumento del fatturato dell’industria manifatturiera, pari al +2,6%, è dipeso per il 70% dal buon andamento del settore automotive. Il +2,1% indicato dalle stime per l’anno in corso sarà invece il risultato della ripresa di tutte le aggregazioni. Per il 2017 si prevede una crescita del fatturato dell’1,8% e un ulteriore +1,8% per il periodo 2018-2020.
Sia la crescita dello scorso che quella del 2016 sono legate maggiormente alla domanda interna che alle vendite verso l’estero. Nel 2015 si è infatti registrato un +2,6% per i consumi e un più lieve +1,1% per l’export. Per il 2016 lo studio indica invece, rispettivamente, un +2,1% e un +2,8%.
Anche gli ultimi dati diffusi dall’Istat, relativi ai primi due mesi del 2016, sembrano confermare una sorta di stabilità del settore: a fronte di un calo tendenziale del fatturato totale dell’industria dello 0,3% a febbraio (secondo i dati corretti per gli effetti di calendario, mentre i dati grezzi indicano un +2,4%), dettato da un -0,1% per il fatturato interno e un -0,4% di quello estero, l’indice relativo al volume del fatturato del solo settore manifatturiero è cresciuto dello 0,7% tra il febbraio del 2015 e lo stesso mese del 2016,+5,2% considerando i dati grezzi.
Tornando allo studio, Intesa San Paolo e Prometeia spiegano che le prospettive per il medio termine, e in particolare per l’anno in corso, indicano una crescita più intensa per quei comparti ad alta presenza di imprese multinazionali (a capitale nazionale o estero), come per esempio l’automotive (che si confermerà il più dinamico grazie alla crescita dei mercati delle auto e dei motocicli), l’elettrotecnica, il largo consumo o la farmaceutica.
Nonostante la crescita del comparto relativo ai generi alimentari e alle bevande sarà tra quelle di più bassa entità, il contributo all’espansione del settore manifatturiero sarà comunque tra i più notevoli, grazie soprattutto all’elevato fatturato. Nel mese di febbraio, stando alle rilevazioni dell’Istat, la voce Industrie alimentari e bevande ha riportato un +1,1% del fatturato rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Una variazione poco consistente se si pensa al +8,8% messo a segno dalla Fabbricazione di mezzi di trasporto.

 

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