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Così la risalita economica della Spagna

mariano_rajoyCertamente non si può parlare di “miracolo”, ma la Spagna è il paese dell’Eurozona che sta mostrando in questa particolare fase i maggiori incrementi, miglioramenti che interessano diversi indicatori. Resta il nodo lavoro, però, con il numero di disoccupati che è di nuovo aumentato nel primo trimestre del 2016. Nei primi tre mesi del 2016 il Pil della Spagna è cresciuto dello 0,8%, al medesimo ritmo dell’ultimo trimestre dello scorso anno. Sull’anno l’aumento è stato del 3,4% e a trainare la crescita è stata soprattutto la domanda interna – in linea con il resto dell’Eurozona – con i consumi che hanno registrato un +0,9% e la spesa pubblica un +0,8%, a fronte del contributo negativo dell’export che invece ha fatto segnare un calo dello 0,5%.
La produzione industriale spagnola evidenzia costanti aumenti, anche a marzo – ultimo dato disponibile – l’incremento è stato del 2,8% su base annuale dopo il 2,1 di febbraio. Naturalmente l’andamento dell’economia risente del contesto, che resta debole. Nello stesso periodo gli ordinativi hanno registrato una diminuzione su base annuale del 2,5% (mentre il fatturato è cresciuto dello 0,4%). Il mercato del lavoro, tuttavia, è il tasto dolente dell’economia spagnola.
Il tasso di disoccupazione è al 20,4% (quella giovanile al 45,5%, dati Eurostat relativi a marzo), il più alto dell’Eurozona se si esclude la Grecia. È pur vero che nel 2015 il tasso di occupazione spagnolo si è attestato al 57,8% (quello italiano al 56,3%, dati Ocse), ma di recente l’istituto nazionale di statistica (Ine) ha comunicato che il numero delle persone senza lavoro è aumentato di 11.900 unità (tra gennaio e marzo), per un totale pari a 4,8 milioni.
Non che non sia stata osservata una lieve risalita, comunque. Specialmente considerando il recupero avvenuto nel biennio 2014-2015 dopo i picchi generati dalla crisi alla fine del 2012. L’Eurostat, poi, ha diffuso la stima della quota di persone che negli ultimi sei mesi del 2015 (cioè dal terzo al quarto trimestre) è passata da una condizione di disoccupazione ad una di occupazione. In Spagna il 18,5% ha trovato un lavoro (il dato europeo si attesta al 17,7%), mentre il 67,5% è rimasto senza (64% nell’Ue) e il 14,1% risultava inattivo (18,4%).

 

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