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La spesa delle famiglie destinata alla cultura

Cinema_fullNell’aumento della spesa media mensile delle famiglie non va trascurato, tra quelle non alimentari, l’incremento di esborso alla voce “ricreazione, spettacoli e cultura” che, seppur lieve, rappresenta un’inversione di tendenza sostanziale rispetto al recente passato. Tuttavia tale aumento risulta più marcato al Nord che nel resto del paese.
Contrariamente a quanto sostenuto di solito, la cultura è – nel suo complesso – un motore indispensabile per la nostra economia. Come ha ricordato, ancora di recente, la Fondazione Sylmbola nel consueto rapporto annuale, nel periodo 2011-2015 mentre l’economia italiana arrancava, il sistema produttivo culturale e creativo (che va dai musei al cinema, dal design ad altri segmenti quali letteratura e festival) riusciva a muovere 49,8 miliardi, il 17% del Pil.
Nello specifico lo scorso anno il sistema produttivo culturale e creativo ha registrato 89,7 miliardi di valore aggiunto, il 6,1% del Pil. Inoltre per ogni euro in cultura se ne generano altrove 1,8. Considerato l’effetto moltiplicatore si arriva a 249,8 miliardi complessivi. A beneficiarne è soprattutto il turismo, osserva la Fondazione Symbola.
Eppure, nonostante le performance invidiabili delle imprese culturali italiane, c’è da sottolineare come – dati Eurostat relativi al 2014 – l’Italia occupi il penultimo posto per spesa pubblica destinata alla cultura (1,4% a fronte del 2,1% medio Ue). E anche la fruizione non ha registrato, negli anni più duri della crisi, un trend tanto diverso. Ad esempio, nel 2012, la quota di spesa destinata a consumi culturali e ricreativi da parte delle famiglie italiane si attestava al di sotto della media europea, registrando un miglioramento soltanto in seguito.
Nel 2015, infatti, è aumentata ancora la quota di spesa destinata a beni e servizi non alimentari che – informa l’Istat – è stata pari in media a 2.057,87 euro mensili (era 2.052,44 euro l’anno precedente), un valore in definitiva stabile ma che conferma la crescita già avviata nel 2014. Aumentano del 4,1% anche le spese per beni e servizi ricreativi, spettacoli e cultura, fino a raggiungere un valore di 126,41 euro.
Secondo l’Istat, così come sottolineato già nel Rapporto Noi Italia 2016, è aumentata perciò negli ultimi anni la partecipazione culturale e in particolare si è osservato un numero crescente delle visite a musei o mostre, a siti archeologici o monumenti e di presenze al cinema, che si conferma al primo posto delle attività culturali.

 

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