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Tutti pazzi per Pokémon Go

di Umberto Schiavella

pokemon_goChinpokomon è il titolo di un episodio di South Park (terza stagione) trasmesso da Comedy Central nel novembre del 1999. I protagonisti del cartone irriverente impazzivano letteralmente per collezionare tutti i pupazzi giapponesi. Lo scopo dei creatori dei Chinpokomon, tra cui vi era niente di meno che l’Imperatore Akihito, era quello di attivare il lavaggio del cervello tra i pargoli statunitensi per dare il via ad una nuova Pearl Harbour. Sempre attenti alle mode e ai fenomeni sociali rimaniamo in attesa di come gli autori della fortunata serie animata tratteranno nuovamente il tema dei Pokémon visto quello che sta succedendo nel mondo, sempre ad opera della Nintendo.
È passata una settimana dal lancio di Pokémon Go, ad oggi disponibile in quasi tutto il globo, e la frenesia ancora non si placa: eserciti di adolescenti e adulti camminano con lo sguardo incollato sullo schermo per dare la caccia a questi animaletti, collezionarli, allenarli e farli combattere tra loro. Un successo planetario che sembra aver offuscato tutti i problemi reali che affliggono questo nostro mondo e che deve, in un certo senso farci pensare: centinaia di persone, la scorsa domenica, si sono riversate a Central Park per dare la caccia ad un raro animaletto, tale Vaporeon, persone totalmente impazzite con il telefono in mano alla ricerca di una cosa inesistente visualizzata tramite la realtà aumentata e il GPS.
Un successo planetario dicevamo, in assoluto il gioco mobile più scaricato di sempre che si è tramutato subito in oro colato per gli azionisti della Nintendo, in una sola settimana il prezzo delle azioni della società nipponica è passato da 16 a 25 dollari. Alla borsa di Tokyo, in sole otto sessioni, il titolo Nintendo ha superato Sony per capitalizzazione di mercato crescendo del 120%, capitalizzazione che è arrivata a ben 4.500 miliardi di yen, circa 38 miliardi di euro. Quasi una psicosi collettiva che è riuscita a scalzare addirittura il regno incontrastato del porno online, come confermato da un tweet di YouPorn che riporta come le ricerche su Google di tutto quello che è inerente al mondo del gioco Pokémon Go ha superato di gran lunga le ricerche a sfondo porno. Ma non solo, anche i social hanno subito, per così dire, una battuta di arresto, surclassati dalla novità della realtà aumentata che permette di far diventare teatro di gioco l’ambiente circostante in cui ci troviamo. Ribattezzato negli Stati Uniti come il più grande videogioco mobile della storia con circa 21 milioni di utenti attivi sembra abbia sollevato anche qualche dubbio relativo alla sicurezza, tra bufale e notizie reali, per le persone che vi giocano.
Il gioco, sfruttando la geolocalizzazione, rende tacciabili tutti i giocatori e sembra avere anche accesso a tutti i dati sensibili presenti sullo smartphone dove il gioco viene scaricato. In questi giorni si sono diffuse molte notizie sulla presunta pericolosità del gioco, c’è chi si è schiantato in macchina, chi è caduto in un lago, cadaveri ritrovati da giocatori in zone impervie, domicili e luoghi sacri violati, persone derubate. Addirittura in Egitto un tale Ahmad Mokhtar, esperto di tecnologia, lo ritiene un grande pericolo per lo Stato perché induce la gente ad assemblarsi in luoghi ritenuti “caldi” perché possibili obiettivi per attacchi terroristici. Sempre in Egitto Abbas Shouman, esponente della massima autorità islamica sunnita, ha affermato che l’app Pokémon Go è proibita dall’Islam perché è come l’alcol e influenza la mente in modo negativo. In questi giorni si sono diffusi decine di comunicati di produttori di antivirus, difensori della privacy e della famiglia che hanno avvisato i giocatori sulle possibili implicazioni legate alla sicurezza. Anche l’associazione Telefono Azzurro ha rilasciato un comunicato dove si legge che la realtà aumentata e la geolocalizzazione rischiano di esporre i piccoli giocatori e gli adolescenti a non pochi pericoli, primo fra tutti l’adescamento da parte di adulti malintenzionati, con gli scopi più diversi, dalla rapina all’abuso sessuale. “Nel mondo virtuale, purtroppo, le differenze di età sono annullate. E questo rischia di essere una grossa fonte di pericoli per i minori, che si ritrovano soli e senza difese, esposti alle mire di malintenzionati”, ha commentato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile, “è proprio in questi spazi, che si insinuano sempre di più i fenomeni dell’adescamento online e della pedofilia”.
Ma nonostante le rassicurazioni dell’azienda produttrice Niantic, che ha sviluppato il gioco per conto della Nintendo e della sua controllata The Pokémon Company, la questione della privacy ha iniziato a sollevare anche alcune ripercussioni politiche. Al Franken, un senatore degli Stati Uniti, ha chiesto allo sviluppatore di chiarire alcuni elementi relativi proprio alla questione della privacy. Il senatore ha inviato una lettera al CEO John Hanke dove sono elencate sette domande alle quali dovrà essere data una risposta entro il 12 agosto. Il senatore vuole sapere quali informazioni vengono raccolte, se vengono condivise con aziende di terze parti e se Niantic informa i genitori che il gioco raccoglie le informazioni personali dei loro figli.
Niantic sviluppa videogiochi per la Nintendo, la quale lo scorso anno ha investito 30 milioni di dollari per dare vita in Giappone ad un altro gioco di realtà aumentata chiamato Ingress. Un gioco che ha permesso a Niantic di ricoprire il ruolo di pioniere in una serie di accordi con diverse attività commerciali e banche che spingono i giocatori di Ingress a recarsi in quei luoghi. Nel caso di Pokémon Go, il potenziale che potrà essere sviluppato in simili accordi di marketing, secondo gli analisti, è enorme. In prospettiva potrebbero nascere nuovi oggetti e funzionalità acquistabili con le quali arricchire l’esperienza di gioco ed è proprio su questi ultimi aspetti che potrebbe costruirsi la fortuna della Nintendo. Nintendo possiede il 33% delle azioni in The Pokémon Company, società affiliata che riceve circa il 30% dei ricavi legati al gioco. Presumendo che Pokémon Go generi un ricavo lordo mensile di dieci miliardi di yen, gli analisti di JPMorgan calcolano che il gioco farà crescere i profitti annuali della Nintendo di almeno 10 miliardi di yen. Secondo Morgan Stanley il gioco dovrà raggiungere un volume d’affari mensile intorno ai 15-20 miliardi di yen o più per avere un impatto significativo sugli utili finali della casa giapponese.
Ma la scommessa da parte del mercato riguarda il futuro potenziale delle prossime uscite su smartphone dei giochi storici della casa nipponica che vedranno protagonisti Mario, Zelda e altri personaggi storici della Nintendo.
Nel dubbio: “Gotta catch ‘em all“.

 

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