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Rallenta l’economia globale, l’Ocse taglia le stime di crescita

L’Organizzazione ha limato le previsioni di crescita di molti Paesi membri. Per l’Italia prevista una crescita dello 0,8% nel 2016

crisi-economica3Nelle ultime previsioni sullo stato di salute dell’economia globale l’Ocse ha dato una sforbiciata alle stime di crescita di molti dei Paesi membri dell’Organizzazione, un segnale che evidenzia come la ripresa economica mondiale sia ancora influenzata negativamente da molti fattori, come il deprezzamento delle materie, il rallentamento dei Paesi emergenti (o vera e propria recessione come nel caso del Brasile) o, ancora, i disordini geopolitici.
L’Organizzazione parigina stima infatti una crescita del 2,9% per il 2016 – tagliando dello 0,1% le stime precedenti – inferiore al +3,1% messo a segno nel 2015. Per il prossimo anno, invece, le ultime previsioni indicano un +3,2% contro il +3,3% avanzato a giugno.
I tagli più consistenti alle stime per il 2016, interessano il Canada (-0,5% rispetto alle previsioni primaverili: per l’anno in corso si attende un +1,2% contro il +1,1% del 2015)e gli Stati Uniti. Per questi ultimi, in particolare, l’Ocse ha tagliato le previsioni di crescita dello 0,4%, abbassandole dal +1,8% al +1,4% (+2,6% lo scorso anno). Non a caso la Fed ha deciso di lasciare invariato allo 0,25-0,5% il costo del denaro (per la sesta volta consecutiva). Bisogna comunque sottolineare che la stessa Janet Yellen – numero uno della banca centrale statunitense – ha assicurato che “la decisione di non alzare i tassi non è il riflesso di una scarsa fiducia nell’economia americana”, si potrebbe piuttosto parlare di un eccesso di prudenza. Tuttavia, nel corso della conferenza, anche la Fed ha annunciato un taglio alle previsioni di crescita, abbassandole dal +2% previsto a giugno al +1,8% (comunque superiori alle stime dell’Ocse).
Un taglio più esiguo ha riguardato invece le previsioni di crescita dell’Area della moneta unica, che secondo l’Organizzazione potrebbe crescere dell’1,9% nel 2016 (contro il +1,8% stimato in precedenza) e dell’1,4% nel 2017 (contro il +1,7%). Stime al rialzo invece per la Germania che potrebbe mettere a segno una crescita del Pil dell’1,8% alla fine di quest’anno e un +1,5% alla fine del prossimo. A giugno l’Ocse avanzava un +1,6% per il 2016 e un +1,7% per il 2017 (nel 2015 l’economia tedesca è cresciuta dell’1,5%).
Per quanto riguarda invece il nostro Paese le stime indicano una crescita dello 0,8% per l’anno in corso, dunque lo 0,2% in meno rispetto alle previsioni precedenti e lo 0,2% in più rispetto allo scorso anno. Anche per il 2017 si prevede una crescita del Pil dello 0,8%, in questo caso le stime sono state tagliate di ben 0,6 punti percentuali.
Nonostante le temute ripercussioni legate all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, il Paese britannico potrebbe crescere ad un tasso superiore rispetto alle stime precedenti mettendo a segno un +1,8%, in rialzo dello 0,1% rispetto a quanto avanzato a giugno. Un taglio notevole ha interessato invece le stime per il 2017, per il quale si prevede, infatti, un +1% contro il +2% avanzato in precedenza.

 

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