Più NEET in Italia tra il 2007 e il 2015 | T-Mag | il magazine di Tecnè

Più NEET in Italia tra il 2007 e il 2015

Secondo i dati OCSE sono aumentati del 10% quelli dʼetà compresa tra i 20 e i 24 anni

neetNei giorni scorsi la Commissione europea ha proposto il rifinanziamento su scala europea del programma Garanzia Giovani: Bruxelles vorrebbe stanziare due miliardi di euro per il triennio 2017-2020. Una notizia accolta con favore dal ministero del Lavoro italiano. Il programma Garanzia Giovani intende favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei NEET – ovvero tutti quei giovani tra i 15 e 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione – e un suo eventuale prolungamento potrebbe ridurne il numero.
Nonostante gli ultimi dati dell’ISTAT – l’Istituto nazionale di statistica ha comunicato che nel secondo trimestre 2016 i NEET sono diminuiti di 252mila unità su base annua –, quello relativo ai NEET è un problema ancora lontano dall’essere risolto completamente. Tanto a livello europeo – l’incidenza dei NEET è cresciuta in tutta l’Unione europea tra il 2007 e il 2017, sottolinea il Centro Studi ImpresaLavoro – quanto (soprattutto) a livello italiano.
Un recente rapporto dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (OCSE) sostiene che la percentuale dei giovani italiani d’età compresa tra i 20 e i 24 anni, che né studiano né tantomeno lavorano, è cresciuta a un ritmo superiore rispetto agli altri Paesi dell’area. Tra il 2005 e il 2015 i NEET italiani tra i 20 e i 24 anni sono aumentati del 10%.
Tanti ragazzi hanno deciso di usufruire di Garanzia Giovani: secondo i più recenti dati del ministero del Lavoro, aggiornati al 22 settembre 2016, i giovani presi in carico sono 767.364 (+33,5% rispetto al 31 dicembre 2015) mentre quelli ai quali è stata un’opportunità concreta tra quelle previste dal programma (apprendistato, tirocini, servizio civile, orientamento, formazione…) sono 389.812 (+53,3% rispetto al 31 dicembre 2015).

 

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