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In Italia quasi un bambino su tre a rischio povertà

Dall'Atlante dell'infanzia di Save The Children, emerge che i figli di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo invernale perché vivono in case non riscaldate o umide
di Redazione

Sono tre milioni e mezzo i bambini a rischio povertà in Italia, afferma l’Eurostat. Secondo il rapporto di Save The Children, l’Atlante dell’infanzia, i figli di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo invernale perché vivono in case non riscaldate o umide, perché i loro genitori non possono permettersi un adeguato riscaldamento per la casa, rischiando così di contrarre malattie cardiovascolari. Il dato è di 15 punti superiore alla media europea (39% contro il 24,7%). Un bambino su 10 abita in un luogo non abbastanza luminoso. Più di un bambino su 20, tra un’età compresa tra 1 e 15 anni, non riceve un pasto proteico al giorno e non ha giochi in casa o da usare all’aria aperta. Più del 13% non ha uno spazio adeguato per svolgere i compiti e non può permettersi corsi extrascolastici o fare sport. I bambini con problemi economici vanno meno a scuola e abbandonano più spesso gli studi. Un bimbo su 10 non può permettersi di indossare abiti nuovi o partecipare a gite scolastiche e 1 bimbo su 3 non può andare in vacanza lontano da casa.

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Sulla base di dati Istat, invece, risultano più di 1,1 milioni i minori che vivono in povertà assoluta, con il dato maggiore che è stato registrato nel Mezzogiorno dove una famiglia con bambini su 10, rispettivamente con il 10,9% contro l’8,6% di famiglie in povertà assoluta al Nord, mentre nelle regioni settentrionali questa condizione colpisce in modo particolare le famiglie immigrate, sono il 41% delle famiglie in povertà assoluta al Nord. Quasi 1 minore di 17 anni su tre, quindi il 32,1%, è a rischio di povertà assoluta con esclusione sociale in Italia, superiore di 4 punti e mezzo rispetto alla media europea, che registra il 27,7%.
L’Italia per affrontare il tema della povertà, investe una quota di spesa sociale destinata a infanzia e famiglie pari alla metà della media europea, rispettivamente il 4,1% rispetto all’8,5%, mentre i fondi destinati a superare l’esclusione sociale sono pari allo 0,7% contro l’1,9% della media europea. Le difficoltà economiche influiscono anche l’andamento a scuola dei minorenni infatti, 1 alunno di 15 anni su quattro non raggiunge le competenze minime in matematica e 1 su 5 in letteratura. Nel nostro paese i giovani, tra i 18 e i 24 anni, che abbandonano gli studi precocemente, fermandosi alla licenza media, sono il 14,7%, dato che supera la media europea che si attesta all’11%. Il dato maggiore viene registrato al Sud, nello specifico in Sicilia e in Sardegna, dove il 20% dei giovani abbandona la scuola precocemente.

 

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