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Occupazione in crescita nel Mezzogiorno

Tuttavia i livelli precedenti alla crisi economica che ha bruciato circa mezzo milione di posti di lavoro nel sud e nelle isole sono ancora lontani
di Redazione

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato che gli incentivi del Jobs act “saranno confermati integralmente”, solo per il Mezzogiorno. Nel 2015 la crescita occupazionale ha coinvolto tutte le aree del Paese, anche se quella registrata al sud e nelle isole è stata leggermente più consistente.

posto di lavoro

La SVIMEZ, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, osserva che lo scorso anno gli occupati sono cresciuti di 94mila nel Mezzogiorno (+1,6%) contro i 91mila nuovi posti di lavoro creati nel Centro-Nord, dove l’incremento percentuale è stato meno significativo (+0,6%).
Per quanto importante, la crescita non deve far dimenticare quanto perso negli ultimi anni: i livelli occupazionali pre-crisi sono ancora molto lontani. Specialmente nel Sud del Paese, dove dal 2008 in poi la crisi economica ha bruciato circa mezzo milione di occupati (482mila unità). Diversamente dal Centro-Nord che, osserva la Banca d’Italia, ha recuperato quasi completamente i livelli occupazionali, nonostante il Prodotto interno lordo di quest’area rimanga inferiore del 6%.
Analizzando la qualità della nuova occupazione, la SVIMEZ sottolinea che il maggior contributo alla crescita registrata lo scorso anno è stato offerto dai contratti a termine (+56mila) arrivati in larga parte nell’agricoltura e nel turismo – il 2015 è stato un anno particolarmente favorevole per questi due settori, osserva lo studio – e in misura minore dal tempo indeterminato sostenuto dalla decontribuzione del Jobs act (+37mila occupati).
Se quanto scritto da Bankitalia nell’ultima Relazione annuale – l’andamento degli occupati nel Mezzogiorno negli anni della crisi “è stato più strettamente correlato a quello dell’attività economica” – è vero, il 2016 e il 2017 rischiano di non essere anni positivi per l’occupazione quanto il 2015.
Complice l’irripetibilità dei fattori che hanno contribuito alla buona performance dello scorso anno – un’annata agraria positiva, la crisi geopolitica dell’area mediterranea che ha favorito il settore turistico e il contributo dei Fondi strutturali europei utilizzati per evitarne la restituzione –, il Prodotto interno lordo del Mezzogiorno dovrebbe crescere a un ritmo inferiore rispetto al resto del Paese tanto nel 2016 (+0,3% contro +0,9%) quanto nel 2017 (+0,9% contro +1,1%).
La crescita occupazionale iniziata lo scorso anno sembra proseguire anche nel 2016: secondo l’ISTAT, nel secondo trimestre il tasso di occupazione nel Mezzogiorno è cresciuto dell’1,4% rispetto all’anno precedente.

 

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