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I numeri della violenza sulle donne in Italia

I dati Eures: nei primi dieci mesi del 2016 i casi registrati di femminicidio risultano essere 116
di Redazione

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che ricorre il 25 novembre, l’Eures ha reso noto i dati dei casi di femminicidio in Italia. Nei primi dieci mesi del 2016 sono state 116 le donne uccise da fidanzati, mariti, compagni o altri familiari, più di una ogni tre giorni e appena il 3,3% in meno rispetto al 2015. Quest’anno il 53,4% delle violenze sulle donne è stato registrato al Nord, con ben 62 vittime. Il 75,9% dei casi avviene nell’ambito familiare, l’età media delle vittime è di 50,8 anni.

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Analizzando i dati, nei primi dieci mesi dell’anno è stato registrato al Nord, come già detto, il 53,4% del totale dei femminicidi commessi in Italia, seguiti dal Sud con il 26,7% e infine il centro con il 19,8%. A livello regionale, la Lombardia ha il triste primato di regione con il più elevato numero di donne uccise (20 casi, una ogni due settimane), seguita dal Veneto con 13 donne uccise, Campania con 12 – in netto calo rispetto al 2015 quando furono 30 le vittime – Emilia Romagna con 12, Toscana 11, Lazio e Piemonte con 10. Negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740, 1.251 (il 71,9%) in famiglia e 846 di esse (67,6%) all’interno della coppia, 224 (il 26,5%) sono state uccise da un ex. Il 2000 è stato l’anno in cui sono state registrate più donne uccise, ben 199; tra il 2000 e il 2016 sono stati 2.800 i casi di femminicidio. Le cause per il quale si commettono femminicidi maturati in ambito familiare è per il 29,3% delle volte il movente passionale e per il 31,7% quello della conflittualità quotidiana. Il 17,1% di femminicidi in ambito familiare è avvenuto perché la donna era malata o disabile, rientrando così nei casi chiamati ‘omicidi compassionevoli’, nella quale però è l’incapacità dell’uomo di prendersi cura della compagna, più che il sollievo del male a far scattare l’omicidio. Il disturbo psichico del killer ha provocato dieci femminicidi familiari nel 2016, mentre le donne uccise per una causa economica sono state quattro. Altri motivi hanno riguardato la presenza casuale (2) o l’affidamento dei figli (1). In generale le madri sono tra le figure più a rischio e si registra un aumento del numero degli orfani – fino adesso considerati “vittime secondarie” – che è salito in 15 anni a quota 1.628, solo l’anno scorso 118 in più rispetto al 2014.

 

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