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I risultati di Garanzia Giovani nel 2015

L'iniziativa ha dato un'opportunità di lavoro o di formazione a 9 milioni di giovani europei
di Redazione

Periodicamente il ministero del Lavoro diffonde un report aggiornato sui numeri di Garanzia Giovani, il programma lanciato nel maggio del 2014 e che intende offrire, entro quattro mesi dalla fine degli studi o dall’inizio della disoccupazione, una valida opportunità di lavoro o di formazione ai ragazzi d’età compresa tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano.
Gli ultimi dati disponibili sono aggiornati al 24 novembre e certificano una crescita del numero dei giovani presi in carico e di quelli ai quali è stata offerta un’opportunità concreta tra quelle previste dal programma (apprendistato, tirocini, servizio civile, orientamento, formazione…). I primi sono 819.005 (8.779 in più rispetto al 18 novembre 2016) con un incremento del 42,5% rispetto al 31 dicembre 2015. Mentre oltre 423mila sono quelli a cui è stata proposta almeno una misura del programma, in crescita di 1.702 unità rispetto una settimana fa e il 67% in più rispetto al 31 dicembre 2015.

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Nei giorni scorsi il ministero del Lavoro ha sottolineato che i giovani assunti a tempo indeterminato nel 2015 con il bonus occupazionale previsto dal programma sono 20.154, a queste assunzioni vanno aggiunte 625 trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato e 7.205 assunzioni in apprendistato, “che – osserva il ministero del Lavoro – è anch’esso un contratto a tempo indeterminato”. Considerando anche gli altri tipi di assunzione che beneficiano dei bonus occupazionali, si raggiunge una cifra complessiva di 29.968 contratti.
Chi partecipa al programma ha maggiori opportunità lavorative rispetto ai coetanei che non lo fanno: un report dell’ISFOL – l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione professionale dei lavoratori – rivela che un terzo dei giovani, che hanno usufruito dell’iniziativa, ha trovato lavoro a un mese della conclusione del percorso, il 40% ci è riuscito dopo tre mesi e il 43% dopo sei mesi.
Secondo Bruxelles, a livello europeo, il programma ha dato un’opportunità di lavoro o di formazione a 9 milioni di giovani europei, contribuendo ad abbassare il tasso di disoccupazione giovanile, portandolo dal 24,4% del 2013 al 18,9% del 2016 (-5,5%).
Un risultato importante perché bisogna anche tener conto della spesa pubblica provocata dall’inattività e delle entrate che non avvengono a causa della mancata partecipazione al mercato del lavoro della fascia di popolazione a cui è indirizzata l’iniziativa.

 

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