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L’andamento della domanda di lavoro delle imprese

Nel terzo trimestre aumentano leggermente le posizioni lavorative dipendenti, i posti vacanti e il monte ore lavorate
di Redazione

Nel terzo trimestre del 2016 l’Istat ha registrato un aumento tendenziale delle posizioni lavorative dipendenti, sia all’interno delle industrie che all’interno delle imprese dei servizi. Rispetto al trimestre precedente però, l’aumento ha interessato solo i servizi, mentre le posizioni lavorative dipendenti nell’industria riportano una variazione nulla.

lavoro

In particolare – emerge dal resoconto dell’Istituto di statistica – tra il secondo ed il terzo trimestre le posizioni lavorative dipendenti (ovvero quelle contraddistinte da un contratto di lavoro tra una persona fisica e un’unità produttiva, che prevede una prestazione in cambio di un compenso) sono cresciute dell’1,1% nei servizi privati, rimanendo però invariate nelle industrie. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, invece, la crescita interessa entrambi i comparti: +1% nell’industria e +4,5% nei servizi.
Per quanto riguarda invece le posizioni lavorative in somministrazione (ovvero gli ex interinali) l’Istat rileva un aumento del 5,6% sul secondo trimestre del 2016 e del 7,4% sullo stesso periodo dello scorso anno.
Passando al monte ore lavorate nelle imprese con almeno dieci dipendenti, le tabelle segnalano un aumento congiunturale dello 0,3% per l’industria e dell’1,2% nei servizi, mentre il confronto tendenziale mostra rispettivamente un +2,8% per l’industria e un +5,7% per i servizi.
Soffermandosi poi sulle ore di cassa integrazione utilizzate dalle imprese con almeno dieci dipendenti, si nota come si registri un calo tendenziale di 2,8 ore ogni mille utilizzate. Nel dettaglio, si rileva un calo dei 3,9 ore per le industrie e di 1,8 per le imprese dei servizi.
Nella stessa categoria di imprese il tasso di posti vacanti registra un incremento dello 0,1% rispetto al secondo trimestre sia per le industrie e che per i servizi, mentre rispetto allo scorso anno l’aumento ha interessato solamente l’industria (+0,1%), a fronte di una variazione nulla dei posti vacanti del settore dei servizi.
In lieve aumento, invece, le retribuzioni per unità di lavoro dipendente. Nel terzo trimestre si registra infatti un +0,1% congiunturale per l’industria e un +0,2% per i servizi. Rispetto allo scorso anno le retribuzioni sono cresciute solo nelle imprese attive nel settore dei servizi, +0,8%, mentre nell’industria sono rimaste stabili.

 

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