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Occupati su nel prossimo biennio

Anche se confermate, le stime del CsC non prevedono un ritorno ai livelli precedenti alla crisi economica
di Redazione

Quanto previsto dal Centro studi di Confindustria – il CsC sostiene che l’occupazione continuerà a crescere nel prossimo biennio –, se confermato, permetterà di recuperare una parte dei posti di lavoro persi negli anni della crisi economica.

lavoro

Il CsC scrive che l’incremento, calcolato sulle unità di lavoro equivalenti a tempo pieno, iniziato nel 2014 (+0,2%), è proseguito sia nel 2015 (+0,8%) che nel 2016 (+1,1%). Un trend destinato a continuare, anche se ad un ritmo meno consistente, nel biennio successivo: nel 2017 le ULA dovrebbero crescere dello 0,6% e dello 0,7% nel 2017, tornando a 24,1 milioni. Ovvero a 905 mila unità in più del minimo toccato alla fine del 2013.
Il CsC ha rilevato anche un minore ricorso da parte delle imprese alle assunzioni a tempo indeterminato, come confermato dai dati del ministero del Lavoro diffusi nei giorni scorsi: nel terzo trimestre del 2016 sono stati attivati 406.691 contratti a tempo indeterminato, il 18,7% in meno su base annua (93.533 contratti).
Anche se confermate, le previsioni del CsC non prevedono un ritorno ai livelli precedenti alla crisi economica: nel 2008 i posti di lavoro erano 1,1 milioni in più rispetto agli oltre 24 milioni stimati da Confindustria per il 2018. Il calo occupazionale ha riguardato tutto il Paese, del resto.
Nei giorni scorsi l’ISTAT ha rilevato che a livello nazionale tra il 2011 e il 2015, gli occupati sono diminuiti, in media annua, dello 0,4% in tutte le regioni, con un’unica eccezione: la Provincia autonoma di Bolzano/Bozen. Le flessioni sono inferiori alla media nel Centro (-0,1%) e nel Nord-ovest (-0,3%), mentre hanno un ritmo più accentuato nel Nord-est (-0,5%) e nel Mezzogiorno (-0,6%).
Nel 2015 le cose sono andate diversamente: lo scorso anno, l’input di lavoro complessivo, misurato in termini di numero di occupati, è aumentato in misura più consistente proprio nel Mezzogiorno (+1,5%) rispetto al Centro (+0,6%) e al Nord-ovest del Paese (+0,4%). Mentre il Nord-est presenta, invece, una dinamica negativa (-0,5%).

 

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