Così cresce la percezione di povertà | T-Mag | il magazine di Tecnè

Così cresce la percezione di povertà

Dal Rapporto Italia 2017 dell'Eurispes emerge come sia soprattutto la perdita del lavoro a spingere verso una condizione economica in affanno. E anche i contratti atipici o a termine non aiutano
di Redazione

La ripresa si conferma stabile, pur mostrando segni di fragilità. Nell’ultimo Rapporto Italia dell’Eurispes, infatti, emerge che il 38,1% degli italiani esprime un giudizio di stabilità economica in relazione alle prospettive per il 2017. Allo stesso modo il 42,5% ritiene invariata la situazione familiare rispetto allo scorso anno, ma il 14,1 la definisce molto peggiorata.

workers-659885_1280

È un’Italia a diverse velocità quella che descrive il Rapporto, con un italiano su quattro che ammette di sentirsi povero. Non mancano segnali di lievi miglioramenti, tuttavia. Ad esempio la maggioranza – il 51,5% – afferma che la riduzione del potere d’acquisto è stata nulla o poco rilevante (l’anno prima la percentuale di quanti la pensavano in questo modo si attestava al 46,8%), mentre il 48,5% ha visto erodere la propria capacità di spesa (nel 2016 era il 53,1%).
Eppure, nonostante la risalita, le condizioni economiche non incoraggiano standard alti di consumo, tanto che si continua a risparmiare, in quote certo non indifferenti, su pasti fuori casa, viaggi e vancanze, regali e tempo libero.
Tra i diversi fattori che spingono verso uno stato di povertà c’è soprattutto la perdita del lavoro. È così per il 76,7% degli intervistati dall’Eurispes. Di recente uno studio dell’Eurostat metteva in luce come il 23,7% della popolazione risulti essere a rischio povertà (un dato comunque migliore di quanto registrato negli anni più duri della crisi) non solo a causa della perdita del posto, ma anche per via della bassa intensità di lavoro. Un fattore purtroppo determinante in questo senso.
L’indicatore osserva le persone che vivono in una famiglia – minori o individui a carico, tra gli altri – in cui gli adulti lavorano durante l’anno meno del 20% del loro potenziale. In Italia se nel 2008 la soglia di persone nella fascia di età di riferimento (0-59 anni) che vivevano in famiglie a bassa intensità di lavoro era al 10,4%, nel 2015 si attestava all’11,7%.
Ma in generale è la condizione di instabilità in cui versano molti lavoratori italiani ad alimentare un certo grado di insoddisfazione. Il numero di precari – osserva ancora l’Eurispes sulla base dei dati Istat – ha raggiunto il massimo storico dal 1993. In aumento anche il part-time dell’1,8%, soprattutto tra le donne, con un’elevata incidenza di quello involontario sul totale degli occupati part-time.
Non a caso, si legge nel Rapporto Italia 2017, guardando alla tipologia di contratto la condizione di maggiore povertà interessa quanti lavorano con un contratto atipico (26,5% del campione sondato dall’istituto). Subito dopo i più in difficoltà sono coloro che hanno un impiego di dipendente a tempo determinato, che affermano nel 17,7% dei casi di sentirsi abbastanza poveri e nel 6,5% di sentirsi molto in difficoltà dal punto di vista economico.

 

Scrivi una replica

News

Coronavirus, Ocse: «Bisogna agire ora o ci saranno conseguenze tragiche»

«I costi elevati per una risposta da parte delle autorità sanitarie pubbliche sono necessari per evitare conseguenze molto più tragiche e un impatto ancora peggiore…

27 Mar 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, Di Maio: «Ci aspettiamo lealtà da Ue»

«Davanti all’emergenza economica ci aspettiamo lealtà da parte dei partner europei. La parola lealtà per noi ha un peso importante. Ci aspettiamo che l’Europa faccia…

27 Mar 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Catalfo: «Più risorse per Cig e partite Iva»

Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfom ha reso noto ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital, che il governo sta studiando un aumento del…

27 Mar 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, in Spagna 5mila morti

Cotinua ad aggravarsi la situazione in Spagna, dove il numero delle vittime da coronavirus è salito a quota 5mila. A renderlo noto è stato El…

27 Mar 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia